Pakistan: tra aiuti umanitari in vendita e furti, crisi su crisi

Aiuti umanitari in arrivo in Pakistan

In Pakistan, la vendita degli aiuti umanitari di soccorso ricevuti in dono dalle vittime delle inondazioni e lo scatenarsi dei saccheggi da parte della criminalità comune rischiano di vanificare i continui appelli di sostegno urgente e gli sforzi internazionali per sopperire alla scarsità di cibo. Reporter dell’agenzia di stampa Reuters hanno constatato che confezioni di prodotti alimentari (farina, olio) a marchio di agenzie umanitarie internazionali – World Food Programme (WFP), United States Agency for International Development (USAID), Islamic Relief – sono in commercio, sottoprezzo e alla luce del sole, a Peshawar, la capitale della provincia Khyber-Pakhtunkhwa (ex-Provincia della Frontiera del Nord Ovest). Gli alimenti, rivenduti dalle vittime ai dettaglianti con il coinvolgimento dei funzionari, vengono anche scaricati da un camion in un mercato. Circolano inoltre forniture di aiuti rubati, alcune delle quali sono state scovate dalle autorità che hanno proceduto al sequestro, all’arresto e costituito un comitato per controllare queste attività illegali.

Altrove gli alluvionati non riescono ancora ad arrivare nei centri di distribuzione alimentare a causa delle enormi difficoltà logistiche sussistenti e, viceversa, le agenzie umanitarie faticano a raggiungere l’enorme numero dei colpiti dal disastro.

L’esodo rurale di circa 20 milioni di sfollati pakistani sta diventando ingestibile, avvisa la Caritas: a Karachi, la città più popolosa della nazione, capitale della provincia del Sindhla, la situazione sta diventando insostenibile con i senzatetto accalcati sotto gli alberi ai bordi delle strade allagate che si sono aggiunti agli slum preesistenti da anni.

Save the Children ha già segnalato casi di malnutrizione e che 100mila donne sono in procinto di partorire il prossimo mese, mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha rilevato che all’incirca altre 500mila vittime dell’alluvione sono al secondo o al terzo trimestre di gravidanza e, quindi, quasi 500mila neonati dovrebbero venire alla luce nei prossimi sei mesi.

Sfruttando la situazione, delinquenti comuni spostano su imbarcazioni dalle zone non colpite dalle inondazioni a quelle abbandonate dopo l’allagamento per rubare sia oggetti di valore e apparecchiature elettriche rimasti nelle case e nei villaggi, sia motori dalle imbarcazioni che trovano sulle rive del fiume Indo.

Il presidente pakistano Asif Ali Zardari, incontratosi in data odierna con i giornalisti a Karachi, ha promesso maggiore trasparenza sulle questioni relative agli aiuti stranieri tramite un sito web.

Ma, secondo l’organizzazione umanitaria World Vision, questa crisi in Pakistan rischia di peggiorare drammaticamente ancora prima di riuscire ad iniziare a migliorare.

(Antonella Gilioli)

Foto di Jacob Freeze in licenza CC attribuzione

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