Guerra al cibo: trincee deboli

Il conto alla rovescia è cominciato: col primo sole caldo dell’anno le città sono invase da gente che corre, chi con le cuffie fa percorsi tranquilli per i pedoni, chi più indisciplinato fa lo slalom tra le macchine ferme ai semafori. Le palestre in questi mesi fanno il pienone, i centri benessere hanno file interminabili per le loro cabine-lampada. Insomma arriva l’estate e non si deve perder tempo, al mare bisogna arrivarci perfetti.

Volenti o nolenti, però, la prima cosa da cambiare è proprio la nostra alimentazione. Fattori esterni continuano comunque a minare la nostra fragile volontà: lavoro, figli, famiglia e cene fuori diventano “i nemici” della nostra meta irraggiungibile.

Come organizzarsi? Innanzi tutto è necessario sapere che gli sgarri non sono solo indotti da un cedimento delle nostre trincee di guerra al cibo, ma, secondo uno studio, attaccano più facilmente in un preciso momento della giornata: alle 15.23. Bene, ma, ora che lo sappiamo, basta tenersi occupate a quell’ora?

Non proprio. Andiamo con ordine. I ricercatori hanno posto delle domande a 1.520 persone a dieta ma che non riuscivano a osservarla in modo scrupoloso. Dai dati raccolti è emerso che il 62% degli intervistati cadeva in tentazione a metà pomeriggio. Solo il 16% sgarrava al mattino e il 22% la notte.

Una delle cose che eravamo desiderosi di stabilire era l’andamento dei fallimenti e così abbiamo chiesto alla persone se potevano ricordare il momento della giornata in cui avevano precedentemente abbandonato la loro dieta. Abbiamo presto scoperto che a metà pomeriggio, più specificamente tra le 15.00 e le 15.30, è stato il momento più precario per la maggior parte delle persone che erano a dieta”, ha spiegato il nutrizionista Atkins al Daily Express. “Siamo stati poi in grado di elaborare, attraverso le nostre risposte, il tempo medio di infrazione e si avvicinava con la massima precisione alle ore 15.23. Questo è il momento in cui le persone che sono a dieta sono più soggette a infrazioni a causa di una serie di fattori diversi, vale a dire la voglia di una sferzata di energia a metà pomeriggio o l’uso del cibo come stampella emotiva”.

Questa ricerca può essere d’aiuto soprattutto nel suo fattore psicologico. Ovvero, sapendo che molte altre persone come noi verso le 15 stanno disperatamente aprendo il frigo, il detto “mal comune mezzo gaudio” deve venirci in soccorso. Pensiamo: “Ok, ho fame, o penso di averne, è accertato, lo dice anche la scienza che a quest’ora è facile cadere in tentazione. Ma cerchiamo di uscirne non troppo sconfitti. Anziché una pizzetta o una sfogliatina, oggi soddisfo la fame con uno yogurt, o una barretta. Passate le 16 avremo vinto.”

Il punto è proprio questo: lo studio ha certificato un meccanismo compensatorio del cibo che si consuma alle 15.23. Quest’atteggiamento non accomuna tutti, e comunque non è l’unica tentazione che può assoggettarci. Quando scriviamo sul calendario quelle paroline terribili “da oggi sono a dieta”, il nostro corpo innesca tutta una serie di meccanismi di difesa. Per ingannare il nostro corpo e non fargli subire un digiuno irragionevole, oltre agli studi scientifici, bisogna adoperare delle tecniche per ingannare la fame (o presunta).

Eccone alcuni.

Il momento del pasto va vissuto come un rito. È importante concentrarsi sul cibo, per alzarsi soddisfatti e con la sensazione di aver mangiato a sufficienza. Masticare con calma il cibo, senza pensare ad altro, fa sentire più sazi. Il segnale di sazietà infatti giunge dallo stomaco al cervello dopo circa 20 minuti dall’inizio del pasto. Per vincere l’appetito improvviso tenere in frigorifero qualcosa di buono ma ipocalorico come: yogurt magro, qualche fettina di mela, insalata di mare o gamberetti lessati, verdure grigliate o crude. I cibi integrali aiutano a ritrovare la linea grazie al quantitativo di fibra che si nasconde in essi, saziano di più e tengono sotto controllo la fame. Bere acqua durante la giornata (circa 1 litro e 1⁄2) facilita la diuresi. Gli “sgarri alimentari” non si recuperano con il digiuno. Saltando un pasto si arriva a quello successivo con un eccesso di fame. Siete invitati a mangiare fuori? Fare prima uno spuntino. Mangiucchiare qualcosa prima di uscire permette di tamponare i morsi della fame. Cucinare gli alimenti possibilmente in pezzi grossi. Quanto più piccolo viene tagliato un alimento per essere cucinato con i grassi, tanto più aumenta la sua superficie di assorbimento e, di conseguenza, il numero di calorie.

Non saltare mai la prima colazione. Saltarla significa esporsi al classico calo di zuccheri (e del rendimento psicofisico) delle ore 11. Un bicchiere di latte, un cucchiaino di zucchero, due fette di pane integrale con miele e un frutto è la colazione ideale.

Sono consigli comuni, resi noti su migliaia di riviste in tutto il mondo. Eppure moltissimi non riescono a seguirli. Perché? Fa sorridere l’uomo mangiare uno yogurt? Dovrebbe mangiarne, per evitare problemi seri alle ossa con l’età. E’ una perdita di tempo fare una giusta colazione? State attenti a ciò che ingurgitate alle 11, troppe pizzette o tramezzini fanno vorticosamente aumentare il colesterolo. Insomma, non sono solo consigli per dimagrire, perché il dimagrimento del corpo è la conseguenza di una salute buona. Sono proposte di alimentazione per mantenersi in salute.. e anche in forma.

Marina Lecce

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