Occhio alle monete da collezione

Nei giovanissimi il ricordo è sbiadito o pressochè inesistente. L’introduzione della Lira in Italia risale al periodo napoleonico e le prime emissioni da parte delle zecche di Milano, Bologna e Venezia sono datate 1807. Con la fine del Regno d’Italia voluto da Napoleone Bonaparte la Lira scompare temporaneamente (adottata soltanto dal 1815 dal Ducato di Parma e Piacenza) e ricompare solo nel 1861 quando diventa moneta unica del Regno d’Italia. La sua storia termina ufficialmente l’1 gennaio 2002 con l’entrata in vigore dell’Euro. Di fatto quelle in corso legale fino all’1 marzo dello stesso anno possono ancora essere cambiate in Euro presso le filiali della Banca d’Italia fino al 29 febbraio 2012, tanto le banconote quanto le monete in metallo alle quali si dà poco valore. Attenzione però a quest’ultime, considerato che esperti di numismatica e collezionisti sarebbero disposti a pagarne alcune a prezzi non indifferenti.

500 lire Caravelle

Le 500 lire in argento del 1957 ad esempio, dal nome “Prova 3 caravelle”, hanno un valore numismatico elevato ma occhio alle differenze. Se le bandiere delle caravelle incise sulla moneta sventolano a destra, la moneta stessa potrebbe avere un valore pari a circa 100 euro a secondo dello stato di conservazione ma nel caso in cui la direzione delle bandiere sia quella sinistra il valore può salire fino a 5.000 euro. Di queste monete infatti ne furono coniate solntato 1.004 in tutto il territorio nazionale, roba autentica da collezionisti.

500 lire Caravelle "controvento"

Ci sono comunque monete più comuni, per anni ci sono passate per le mani le classiche 100 lire Minerva, coniate per la prima volta nel 1950 ed uscite dalle ripetute prove eseguite sui vari metalli cinque anni dopo. Rarissime le 100 lire con la scritta Minerva Prova ed una moneta del genere “fior di conio” (praticamente mai usata) può valere anche 500 euro. Se lo stato di conservazione è buono comunque il valore numismatico può salire fino a 90 euro. Sempre le 100 lire Minerva ma senza la dicitura Prova, fior di conio del 1963, può valere fino a 100 euro in base alle condizioni del metallo. Altra rarità le 100 lire del 1972 che presentano dopo la data incisa il segno /. Ben conservate possono valere fino a 200 euro.

100 lire Minerva

Un capitolo a parte meritano le 100 lire Italia Turrita coniate nel 1993. Durante la loro lavorazione il conio si ruppe e ne esistono di due tipi che differiscono l’uno dall’altro perché quelle del primo tipo presentano la “testa” dell’Italia sul dritto più piccola rispetto alle successive. Possono valere fino a 100 euro.

Diffusissime all’epoca anche le 50 lire Vulcano. Coniate ufficialmente nel 1954, una fior di conio di quella data vale fino a 300 euro e se è molto ben conservata anche 60 euro. Da collezione quelle del 1958, ne furono coniate “soltanto” 850.000 ed in fior di conio valgono anche 1.300 euro. Se in stato di conservazione discreto non vengono valutate meno di 270 euro. Da collezione anche le 50 lire Vulcano del 1960, una fior di conio la si può vendere a poco meno di 1.000 euro.

5 lire Delfino o Timone

Per i ragazzi cresciuti a cavallo tra gli anni ’70 ed ’80 le monetine da 5 o 10 lire erano frequenti nel periodo natalizio, quando si giocava a tombola con i nonni. Interessantissime le 5 lire Timone del 1956, ne furono coniate soltanto 400.000 in quell’anno ed in fior di conio possono valere anche 1.700 euro (750 in stato di conservazione buono). Particolari quelle del 1969, alcune presentano una piccola astina obliqua in basso a sinistra della cifra 1 della data 1969: possono valere fino a 75 euro. Hanno poco valore numismatico invece le 10 lire.

2 lire Olivo
20 lire
1 lira Cornucopia

Per la monetina da 20 lire sono interessanti quelle del 1970 con la lettera P al posto della R (simbolo della Zecca di Roma), alcune del 1974 coniate in lega bianca (90 euro per un fior di conio). Coniata a partire dagli anni ’50, subì una modifica nel 1968, quando dopo un periodo di assenza se ne riprese la coniazione. Le monete del ’68 avevano, a differenza delle vecchie sorelle, il contorno liscio. In quell’anno ne furono coniate 999 con la scritta Prova che oggi può valere 1.000 euro in fior di conio e 500 in splendida conservazione.  Averne una con la P di prova del 1956, invece, potrebbe essere un affare di 1.200 euro.

Le 2 lire Olivo invece non furono più coniate a partire dal 1959, sono rare quelle del 1958 che possono valere 240 euro in fior di conio. Stesso dicasi per la moneta dal valore di 1 lira Cornucopia: in questo caso averne una del 1951 in fior di conio è una cosa rarissima e può valere davvero grosse cifre.

(Michele Caltagirone)