Come avere delle belle cosce: trucchi e suggerimenti

belle cosce

Avere gambe sode, affusolate, snelle e magre è il sogno di ogni donna, avere belle cosce è la naturale conseguenza di gambe sempre ben tornite da sfoggiare in tutte le occasioni e per sentirsi sempre in forma e vedersi belle e sexy tutti i giorni. E se si sta bene con se stesse anche gli altri ti vedono più bellfa, solare, giovane e in perfetta armonia con il corpo e lo spirito. Ma non sempre basta una dose massiccia di sedute in palestra, faticose giornate passate a sudare con il personal trainer. In tema di gambe e belle cosce partiamo dal fatto che il rilassamento della pelle e dei tessuti avviene per cause molteplici e diverse, dall’assenza o interruzione di una sana e salutare attività fisica, da un improvviso e consistente calo di peso dovuto a diete ferree oppure per problemi di natura medica, fino a naturali processi fisiologici. Le cosce sono zone soggette in qualsiasi età alla cellulite, o in termini medici meglio conosciuta come “ptosi “, e per contrastare questa fastidiosa e antiestetica buccia d’arancia non resta che rivolgersi ad un professionista chirurgo estetico e sottoporsi ad una operazione di lifting per il risollevamento della pelle e il giusto drenaggio. Il professionista saprà valutare la qualità della pelle del paziente , la conformazione delle gambe e delle cosce della paziente, la presenza di massa muscolare della parte su cui si dovrà intervenire, la struttura ossea del paziente e la loro forza, e, una volta studiato e analizzato il tutto, illustrerà i risultati che è possibile ottenere con l’intervento, spiegando minuziosamente e in modo professionale che questo tipo di intervento non ha particolari controindicazioni è può essere effettuato a tutte le età purché la pelle sia sufficientemente elastica. Il lifting alle cosce avviene attraverso un’anestesia totale e con un post operazione di pochi giorni di degenza al fine di eliminare l’eccesso di adipe sulla pelle delle gambe e delle cosce, tonificare l’epidermide, e per ridisegnare la propria silhouette e ridare nuova vita al proprio corpo. Da un punto di vista pratico, il chirurgo estetico interviene attraverso una piccola incisione praticata nella zona pubica, spostandosi lungo il solco inguinale in modo da eliminare l’eccesso di cute presente nella zona dell’interno coscia. È importante che le pazienti siano a conoscenza del comportamento da tenere subito dopo l’intervento, durante la fase di bendaggio che durerà circa 7-10 giorni. Bisogna evitare l’assunzione di altri farmaci che possono interferire con l’anestesia generale e si devono abbandonare tutte quelle abitudini poco salutari come il fumo e l’alcol.

All’asta una ciocca di capelli di Lady Diana

Lady-Diana-una-ciocca-dei-suoi-capelli-all-asta-su-Amazon_image_ini_620x465_downonlyUno noto collezionista americano, Mister Hamilton, ha messo all’asta su un noto sito di aste online una cornice in legno elegante con all’interno una ciocca di capelli della principessa Diana, oltre ad una foto ed un facsimile del suo autografo.

Il noto collezionista d’arte ha messo questa preziosa reliquia in vendita per la cifra di 1080€ come prezzo di partenza, ma si pensa già che il prezzo salirà molto in alto.

Tempo fa un altro noto collezionista aveva messo in vendita una fetta della torta nuziale del matrimonio di Carlo e Diana, tenuta in una scatola ufficiale del Regno Unito per ben 33 anni prima di metterla all’asta, in quel caso fu venduta ad un privato per 1500€

Tantissimi ammiratori della principessa gridano alla speculazione e ne richiedono la rimozione dal sito di aste, ma l’asta continuerà comunque.

Calogero Vignera

Si avvicina il Festival di Sanremo: ecco le novità

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Anche quest’anno si avvicina levento Rai più importante, quello del Festival di Sanremo.

La conduzione e l’organizzazione è stata affidata al conduttore tv Carlo Conti, che avrà al suo fianco tre vallette d’eccezione: Arisa, Emma e Rocio Munoz Morales.

Si parte giorno 10 febbraio per proclamare il vincitore il 14 febbraio, molti i big che si sfideranno, di seguito la lista e le canzoni in gara:

Big in gara:

Annalisa: Una finestra tra le stelle

Malika Ayane: Adesso è qui

Marco Masini: Che Giorno è

Chiara: Straordinario

Grignani: Sogni infranti

Nek: Fatti avanti amore

Nina Zilly: Sola

Deaj Jack: Il mondo esplode

Alex Britti: Un attimo importante

Biggio e Mandelli (I Soliti Idioti): Vita di inferno

Moreno: Oggi ti parlo così

Bianca Atzei: Il solo al mondo

Raf: Come una favola

Lara Fabian: Voce

Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi (Platinette): Io sono una finestra

Il Volo: Grande amore

Anna Tatangelo: Libera

Nesli: Buona Fortuna Amore

Irene Grandi: Un vento senza nome

Lorenzo Fragola: Siamo uguali

Questi i 20 big che si sfideranno, 10 nella prima puntata e altri 10 nella seconda, poi toccherà alle nuove proposte giovani, di seguito la lista.

Categoria Giovani:

Giovanni Caccamo: Ritornerò da te

Serena Brancale: Galleggiare

Kaligola: Oltre il giardino

Kutso: Elisa

Enrico Nigiotti: Qualcosa da decidere

Rakele: Io non so cos’è l’amore.

C’è invece attesa per gli ospiti internazionali e nazionali che parteciperanno all’evento, ma che ancora sono in trattativa con la Rai.

Confermato invece un omaggio a due grandi della musica scomparsi di recente, Mango e Pino Daniele.

Calogero Vignera

Referendum: che ne pensa davvero l’Italia?

La televisione ce li propone da molti giorni, l’Ansa li ha pubblicati oggi, i quattro quesiti per cui si chiede di andare a votare. Il 12 e il 13 giugno le urne rimarranno aperte per i votanti.
Le leggi da abrogare sono 4, con i commi relativi, ma gli oggetti in questione sono tre: la privatizzazione e i liberi profitti  dell’acqua, il ritorno al nucleare e il legittimo impedimento.
Nel primo quesito, come hanno spiegato i promotori del referendum, si chiede in sostanza l’abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008, relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica. Il secondo quesito propone “l’abrogazione dell’art.154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito.” Un altro quesito riguarda l’abrogazione della legge per la produzione di energia nucleare e dice: “Volete che siano abrogati i commi 1 e 8 dell’articolo 5 del dl 31/03/2011 n.34 convertito con modificazioni dalla legge 26/05/2011 n.75?”. Il titolo del quesito, riformulato dalla Cassazione alla luce delle norme introdotte col decreto ‘omnibus’, sarà: “Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare”.
L’ultimo quesito è il più interessante e il più pericoloso per la nostra politica attuale: “Volete voi che siano abrogati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5 e 6, nonché l’articolo 2, della legge 7 aprile 2010, n. 51, recante ‘Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza?”. La norma introduce quindi la possibilità per chi è impegnato in attività di governo di non comparire nelle aule di giustizia. Volente o nolente la  legge riguarda la lunga lotta politica, se così si può chiamarla, che il presidente del Consiglio italiano ha tenuto contro le toghe rosse. Insomma la tanto discussa e confusa lotta politica o privata di Berlusconi, ora passa nelle mani di ogni italiano. Qualunque cosa o attenuante si adotti se la legge passa, la maggioranza degli italiani ha accettato la “mediaticità” della lotta di Berlusconi, se non passa l’Italia darà la sua risposta al lungo chiacchiericcio internazionale durato per mesi.
Insomma andare a votare è un diritto e un dovere, ma, questa volta, sarà un referendum a cui non si potrà mancare, una possibilità più unica che rara per far sentire la nostra voce. Cosa ne pensa davvero l’Italia della politica del centro destra degli ultimi anni ? E della catastrofe di Fukushima? Insomma troppe voci straniere si sono accavallate e troppo cicaleccio nostrano  non ci ha resi gloria. Il 12 e il 13 giugno pensiamoci bene prima di mettere una x, proprio la tua potrebbe essere fondamentale.

Marina Lecce

I dilettanti sanno sorprendere: a Livorno ritorna Boccaccio

Con mia grande sorpresa, ieri sera, il laboratorio teatrale di “Essere o non essere … attori” ha saputo intrattenere per due ore anche una spettatrice scettica come me.
Ma partiamo dall’inizio. La Goldonetta, un piccolo palco realizzato all’interno del grande teatro Goldoni di Livorno,  ospitava ieri sera i partecipanti di “Essere o non essere… attori (2° livello)” seguiti da Paola Martelli. Questi attori non professionisti si sono messi alla prova con  “Le allegre historie del Decamerone”, una piece azzardata, a mio avviso, e che poteva facilmente scendere nel banale. Mi spiego: il testo del Decamerone, come tutti sapete, è scritto in fiorentino, quindi sarebbe stata un’opera recitata in fiorentino, seppur antico, in Toscana. Tutto ciò suonava al mio orecchio troppo…facile. Cosa mai avrebbero combinato questi “dilettanti”?
Sorpresa. Grande sorpresa per me. Attori dai 20 agli 80 anni si sono presi gioco di se  stessi e hanno ben tenuto il palco senza temere l’ombra di se stessi. Giochi di parole, doppi sensi, sensualità, peccato, blasfemia boccaccesca sono stati ben valorizzati.
Calandrino, La Badessa Cangrande con le divertentissime suore del convento, un riconoscibilissimo fra’ Cipolla e La povera Niccolosa, sono rivissuti su di un piccolo palco che, nonostante i riadattamenti e alcuni arrangiamenti riusciti, li ha reso onore.
Le entrate, le uscite, gli echi, i costumi, gli allestimenti di scena erano puntualmente azzeccati e mai abbozzati: così come Boccaccio a suo tempo volle sollazzare una toscana impaurita dalla peste e resa bigotta da troppe regole grammaticali, così ieri sera questi attori, possiamo definirli così dopo l’attestato che hanno meritamente ricevuto, hanno divertito il pubblico in sala con doverosa osservanza verso il testo mista ad una disinvoltura inaspettata e ci hanno ricordato il rispetto all’Italia con l’osservanza verso le regole del teatro e del pubblico.

Questo laboratorio della Fondazione Goldoni nasce, come molti altri laboratori, con il compito non solo di formare nuovi artisti, ma  soprattutto per far conoscere il limite e il potenziale, spesso nascosto, di se stessi. La performance di ieri sera era a conclusione di un progetto più grande, che ha sottoposto questi “giovani attori” a lunghe e severe prove, che prevedeva una nuova occasione per festeggiare i 150 anni di unità d’Italia. La Toscana lo sta facendo mettendo in scena anche gli angoli più bui della sua storia, o i più divertenti ( come il caso Boccaccio) ma ogni regione lo sta facendo a suo modo . Per questo motivo vi invito ancora a scoprire ciò che il territorio che vi sta intorno vi offre, a non sprecare le occasioni per conoscere e riscoprire una storia che oggi ci  fa Italiani.

http://www.goldoniteatro.it/new/

Marina Lecce

Ferie d’agosto: gli italiani quest’anno restano a casa

Alcuni le hanno già fatte, altri le stanno progettando, moltissimi quest’anno non si muoveranno da casa. Stiamo parlando dei progetti per le ferie estive. Il 50-60% degli italiani quest’anno resterà  a casa. Non era ancora successo. Fino all’estate 2010 l’italiano medio preferiva spendere i pochi risparmi per una bella vacanza d’agosto, ma da quest’anno la musica cambia. Probabilmente la crisi economica si fa sempre più concreta, o quantomeno si sta concretizzando l’idea di una ripresa lenta e ancora lontana.
L’inflazione galoppante comincia a stremare gli Italiani: a rincarare la dose si mette di mezzo l’aumento, inevitabile, dei prezzi della vacanza. Noto a tutti è l’indagine che l’Antitrust sta conducendo contro le società Moby, Snav, Grandi Navi Veloci e Forship che gestiscono il traffico marittimo da e per la Sardegna e che sono state segnalate da associazioni e consumatori per via dei prezzi praticati e dei rincari per l’estate ormai alle porte.

Federconsumatori e Adusbef, però, sostengono che le partenze in numero limitato sono legate agli aumenti generici che interessano pressoché tutto il comparto turistico: si sta parlando del pieno benzina (+ 14%), del pedaggio autostradale (+3%), prezzi dei pernottamenti, dei lettini e dell’ombrellone, discoteche, sale giochi, cene e ristoranti vari.

Non solo partiranno meno italiani ma cambieranno anche le mete: la patria è la meta. Il mare torna ad essere il leader indiscusso dell’estate, regge ma non migliora la montagna, sorprende la percentuale dei vacanzieri italiani che sceglierà la città d’arte. Ma agli italiani quest’anno interessa la tranquillità e la vita sana: prese d’assalto le Spa in Sicilia e in Puglia. Cala il turismo nostrano a Roma nel periodo estivo: solo l’1,22% degli italiani che trascorreranno le vacanze in Italia ha indicato la città eterna come meta preferita.
Circa un italiano dieci, invece, azzarderà con l’estero, soprattutto a  Barcellona e Madrid.

Insomma viaggio si o viaggio no, anche chi sceglie di fare i bagagli quest’anno lo fa con criterio. Illusi per poco tempo della comodità di un prestito in banca per godersi dieci giorni di relax, l’italiano quest’anno non stacca gli occhi dal portafogli, neppure durante le tanto agognate ferie estive.

Marina Lecce

Europride Roma: nuovi attacchi

E’ ormai noto che sarà Claudia Gerini la madrina dell’Europride di quest’anno. L’attrice e’ stata scelta per l’apertura della manifestazione che si terra’ a Roma (1-11 giugno). ‘Sono orgogliosa e al tempo stesso lusingata’ ha commentato Claudia. Quest’anno sono molte in Italia le manifestazioni e le giornate dedicate agli omosessuali, perché?

Il 17 maggio, come ogni anno, è stata la giornata contro l’omofobia. In quelle che sono state le conferenze, quest’anno, non hanno avuto a che fare con la definizione di “gay”, ormai superata, ma sugli atteggiamenti e situazioni che gli omosessuali, nonostante le loro spiegazioni, se è queste che abbiamo voluto, continuano a subire. La cattiva informazione e i falsi stereotipi hanno come sempre la meglio.

Quali sono le notizie più recenti? La guerra infinita di Carlo Giovanardi ( che dovrebbe a mio avviso combattere già contro i suoi continui cambiamenti politici di bandiera) contro i gay: Giovanardi ha ampiamente criticato le aziende gay-friendly per poi ripudiare i baci gay e i teatri LGBT; l’agressione dell’onorevole Paola Concia, la revoca della patente di guida a un ragazzo gay di Brindisi e le proteste dell’UdC nei confronti del videogame “The SIMS 3“, considerato troppo omosessuale per essere venduto sul territorio italiano. Chiarissime sono anche le considerazioni di Ignazio La Russa che ha definito i padri gay come dei “popò” o di Rocco Buttiglione che ha accusato i gay di sfruttare la pensione etero.

Di pochi giorni fa è invece la notizia, tornando a parlare dell’Europride di Roma, del tentativo da parte del PDL di bloccare l’avvenimento. I consiglieri Caratelli, Sequi e Veloccia, infatti, hanno presentato una mozione per fermare la manifestazione in programma a giugno nel giardino di Piazza Vittorio “dove sono stati spesi 40mila euro per riqualificarlo. Protesteremo se altri mezzi entreranno nell’area verde”. Insomma la scusa è bella e buona: è pur vero che gli italiani sono incivili e non ci penserebbero due volte a distruggere un’area verde, ma i sopracitati consiglieri sarebbero più credibili nella loro mozione se proponessero un luogo alternativo e se magari si preoccupassero personalmente di far spostare la manifestazione.

Qualche sera fa anche la Lucianina Littizzetto ha esordito a “Che tempo fa” dicendo che noi italiani siamo proprio duri se non abbiamo capito che l’omosessualità non è una malattia! Con tutti i progressi della scienza sicuramente avremmo già trovato una soluzione..e quindi “smettiamola di fare i pirla”. Parole sante.

Marina Lecce

“Io ti ho creato e io ti distruggo”: il piccolo mondo chiamato “Italia”

Più di 500 mila occupati in meno nel biennio 2009-2010: l’Italia è ferma, i giovani chiedono lavoro, ma il PIL non sale anzi torna indietro.
Secondo l’agenzia ANSA, circa un quarto degli italiani (il 24,7% della popolazione, più o meno 15 milioni) “sperimenta il rischio di povertà o di esclusione sociale”. Si tratta di un valore – rileva l’Istat – superiore alla media Ue che è del 23,1%.
Il rischio povertà riguarda circa 7,5 milioni di individui (12,5% della popolazione). Mentre 1,7 milione di persone (2,9%) si trova in condizione di grave deprivazione si trova 1,7 milione (2,9%) e 1,8 milione (3%) in un’intensità lavorativa molto bassa. Si trovano in quest’ultima condizione l’8,8% delle persone con meno di 60 anni (6,6% contro il valore medio del 9%). Solo l’1% della popolazione (circa 611 mila individui) vive in una famiglia contemporaneamente a rischio di povertà, deprivata e a intensità di lavoro molto bassa. Nelle regioni meridionali, dove risiede circa un terzo degli italiani, vive il 57% delle persone a rischio povertà (8,5 milioni) e il 77% di quelle che convivono sia col rischio, sia con la deprivazione sia con intensità di lavoro molto bassa (469 mila).

Molti numeri e percentuali per dire una cosa sola: il benessere in Italia è molto lontano, quell’atmosfera illusoria e da tutti respirata negli anni Sessanta è stata solo una parentesi, un miraggio, o forse un sentiero spianato verso lo sviluppo economico che gli italiani hanno serrato con i loro orgogliosi interessi personali.
Perché in Italia tutto va male? Ce lo siamo chiesti? Su cosa deve puntare l’Italia per ricrescere? Non c’è una risposta accettata da tutti, proprio perché l’Italia non ha saputo specializzarsi e primeggiare in qualcosa,  l’ha fatto per un brevissimo lasso di tempo e poi è tornata a crogiolarsi nei primi guadagni arrivati.

La colpa di questa crisi, che in realtà ha un orizzonte mondiale, è difficile da isolare: tra le tante teorie la più drastica è quella che parla di una finanza speculativa che ha portato alla creazione di prodotti finanziari di dubbio valore. Il danno procura una crisi economica di lunga durata non casuale, ma pilotata da poteri forti, ben sopra le politiche nazionali, che starebbero causando una crisi economica globale per poter intervenire, quando la crisi diventerà sistemica, fornendo come soluzione un governo mondiale.
Un nuovo assetto mondiale?

Insomma le teorie sono moltissime, le cure poche. Cosa davvero stanno facendo i governi nazionali? Come garantiscono la nostra integrità?
I dati italiani prima riportati sono da monito per la situazione italiana di oggi: abbiamo sentito molti discorsi, promesse e progetti dai nostri politici, ma tantissimi giovani non vedono miglioramenti, le aziende continuano a chiudere e gli stipendi non bastano. L’Italia sta perdendo miliardi che escono fuori dai nostri confini insieme alle menti di neo laureati italiani, le idee migliori non ci sfiorano perché l’età media del nostri organi di governo è altissima, senza dimenticare il ruolo italiano nel mondo: in sette mesi l’Italia nel mondo è ricordata come un Paese contraddittorio e incoerente, furbo e non affidabile, menzognero e instabile.  Sola. L’Italia è sola, sola nell’Unione Europea,  sola nei traffici economici e occupa da sola una delle posizioni più alte della classifica dei Paesi più indebitati.

http://www.youtube.com/watch?v=FXIoLiJajyQ

Marina Lecce

Chi è causa del suo mal pianga se stesso

L’Ansa in prima pagina questa mattina riporta questa notizia.

Prima vittima in Australia del planking, ultima moda fra i cultori dei siti sociali in internet, nel quale i partecipanti si stendono bocconi in ambientazioni differenti e spesso pericolose, per poi condividere le immagini su Facebook. Un giovane di 20 anni, Acton Beale di Brisbane, è precipitato ieri dal settimo piano dopo essersi disteso sulla ringhiera di un balcone mentre un amico lo fotografava. Il vice commissario di polizia Ross Barnett ha detto che il giovane aveva bevuto alcool in abbondanza e il suo amico l’ha confermato.
La tragedia ha dimostrato “quello che già temevamo, che questa mania avrebbe indotto dei giovani a prendere rischi senza pensare alle conseguenze”, ha detto Barnett. “Non abbiamo problemi con il planking come tale, ma quando si comincia a farlo a sette piani di altezza o sopra i binari ferroviari o in altri luoghi che invitano la morte o ferite gravi, di questo ci preoccupiamo”. La settimana scorsa un giovane di 20 anni era stato arrestato a Gladstone, in Queensland, quando è stato scoperto disteso sul tetto di un’auto della polizia che stava per partire. I planker australiani non sembrano però scoraggiati e promettono di continuare. “Gli incidenti avvengono tutti i giorni. E’ una maniera davvero tragica di finire così, ma se le persone si scontrano con l’auto e muoiono, non per questo smetteremo di guidare l’auto”, ha scritto sul suo sito il fondatore della Planking Association di Brisbane, Richard Litonujua, raccogliendo i consensi di molti ‘affiliati’. I sostenitori della pagina di Facebook del gruppo Planking Australia sono balzati da 10 a 24 mila in tre giorni la scorsa settimana
Non aggiungere nient’altro sarebbe più onorevole per questa gente, ma mi unisco al coro di quelli che giudicano questa gente. Giudico la loro morale, se così si può parlare, e il loro poco sale in zucca. “Social network” è un neologismo divenuto molto popolare negli ultimi anni, questo non vuol dire con i connotati simili a quelli di una moda, debba averne anche il potere. Il social network è nato per annientare le distanze e per sentirci sempre più soffocati da un’altra parola “globalizzazione”. Non era contemplato però il suicidio in diretta o una morte fotografata. Il network, ne abbiamo già parlato, lascia dietro di sé alcune echi dolenti, perché aggiungerne altre? La morale di questa storia sembra essere la capacità dell’uomo di mettere in mostra la sua incapacità e la sua idiozia. Io, pur non vedendo oro all’interno del sistema del social network, non chiamerei in causa Facebook, non è la prima vittima di Facebook, ma una vittima di se stesso.

Marina Lecce

Perché perdiamo tempo? Non ne abbiamo molto a disposizione

“Che cos’è il tempo? Se nessuno me lo domanda, lo so. Se voglio spiegarlo a chi me lo domanda, non lo so più.” Lo confessava Sant’ Agostino e lo condividiamo un po’ tutti.
Quando c’è di mezzo la salute, però, il tempo è fondamentale, bastano pochi minuti per rovinarla e tutta una vita per risistemare le cose. A volte non basta neppure quella perché quell’attimo ha rovinato tutta la vita.
Potremmo fare molti esempi, ma scelgo questo. Non ci abbiamo neanche fatto tanto caso, la notizia è passata al telegiornale ma tutti hanno pensato che si trattasse di un’altra moda passeggera. Stiamo parlando della nuova idea per sballarsi più velocemente, ovvero iniettandosi alcool nelle orbite degli occhi, in questo modo, a stretto contatto col sangue, l’alcool raggiunge in fretta il sistema circolatorio e procura euforia.
Che cosa non si fa per un attimo di follia? Tutto, risponderebbero i giovani ( ma anche i meno giovani).  Ma dopo l’attimo, c’è l’attimo dopo, e poi ancora un altro. Molti attimi, così tanti che ci appariranno troppi e allora cercheremo un altro attimo di follia per dimenticare gli attimi precedenti. E così all’infinito. Ma non è questo il punto, non solo. Questa “moda” mette in luce una consuetudine tipica del nostro secolo. Uscire il sabato sera con l’intento di ubriacarsi è comune e antico come il cucco, ma oggi sembra che i giovani non siano più interessati all’uscita, alla cena con gli amici, alle sorsate di birra insieme, alle chiacchiere. No. Vogliamo che tutto passi in fretta, che ci sia subito il delirio, il giramento di testa, le vertigini, le nausee, le risate e le immagini confuse. Poi, vuoto. Fino al mal di testa del giorno dopo. “ E’ più tardi di quanto pensi”, così recita un proverbio cinese: quando ci chiederemo se ne è valsa la pena, sarà troppo tardi.

“Chi non applica nuovi rimedi dev’essere pronto a nuovi mali; perché il tempo è il più grande degli innovatori.” Lo diceva Francis Bacon.
Che cosa cerchiamo di ottenere in poco tempo noi umani? Come inganniamo il tempo? In molti modi: pensiamo di ottenere una carriera lampo, una notte di sesso lunga, una settimana di lavoro veloce, un weekend  interminabile. Disperiamo alla ricerca delle rughe, aspettiamo con ansia la crescita dei primi peli della barba. Chiediamo al parrucchiere di fare in fretta, supplichiamo perché la mezzora con la massaggiatrice sia più lunga. Speriamo di non ingrassare mai e di dimagrire in fretta.  C’è poi la promessa di laurearsi in fretta e di non lavorare mai. Insomma vorremmo avere il potere di controllare il tempo, di tornare indietro o di accelerare a nostro piacimento.
Nel bene e nel male tutti la pensiamo allo stesso modo. Poi c’è quello che si ripromette di non fare uso di droga mai, c’è il dipendente che si inietta giurando che sia l’ultima volta e c’è l’uomo sudato su di un letto di ospedale che ammette di aver sprecato tutto il suo tempo.
E’ un attimo: dall’occhio l’alcool raggiunge il sangue subito, circola veloce, ma ci resta a lungo, raggiunge il fegato e lì comincia a corrodere piano piano le pareti. Lo fa in silenzio, subdolo, nel tempo, per molto tempo, fino alla fine.

Paradossalmente la questione non è la banale e inutile denuncia della stupidità del gesto, né un predicozzo per il non utilizzo di alcool, ma un suggerimento per un miglior utilizzo del tempo a nostra disposizione.
“Ammazzare il tempo, invece di impiegarlo come la vera sostanza della vita vissuta e non semplicemente trascorsa, è senz’altro il peccato dei peccati.”
Bernard Berenson, Echi e riflessioni, 1952

Marina Lecce