Shopping Low Cost: Come Dimezzare i Costi Grazie agli sconti online

Aumenta il numero di nostri connazionali che fa shopping online. Ce lo dice la nostra sensazione personale (che a sua volta deriva dall’esperienza di tutti i giorni), ma ce lo dicono anche i numeri ufficiali degli operatori di settore secondo i quali il settore abbigliamento nel corso dello scorso anno ha “fagocitato” il 14% di tutto l’e-commerce Made in Italy.

Perché si fa shopping online? Principalmente per risparmiare, o almeno questo è quanto tutti pensano a riguardo. Sì ma come? Esistono almeno tre modi “sicuri” per seguire senza perdere un colpo le mode del momento risparmiando fino quasi a dimezzare i costi di abiti ed accessori acquistati su internet.

Il primo “modo” è quello rappresentato dai codici di sconto. Come funzionano? Nulla di più semplice. Esistono diversi portali, come questo, dove è possibile trovare gratuitamente codici di sconto rilasciati da tutti i principali merchandiser italiani e non. Ognuno ovviamente può scegliere di “copiare” quelli di proprio interesse: chi ad esempio è appassionato di abbigliamento delle migliori marche utilizza spesso i buoni sconto di Zalando che ad esempio si possono trovare su Fastyle.it, uno dei principali siti di buoni sconto per ogni fashion addicted che si rispetti. Una volta copiato il codice di proprio interesse non bisogna far altro che “fornirlo” al merchandiser che l’ha rilasciato nel momento in cui si va a perfezionare un pagamento online; in questo modo verrà automaticamente applicato sul prezzo finale la percentuale di sconto indicata nel buono.

Shopping Low Cost 02

Il secondo modo per risparmiare in maniera sistematica acquistando abbigliamento online è in realtà mutuato dalle tecniche di acquisto tradizionali; si tratta infatti di aspettare il periodo dei saldi per scatenarsi in uno shopping convulsivo nelle boutique (virtuali) dei marchi di nostro interesse. Mediamente sotto saldi, online, si arriva a risparmiare anche il 40% rispetto al prezzo nominale del capo acquistato; il vantaggio rispetto ai saldi tradizionali è che vi eviterete la ressa da negozio tipica dei periodi di svendita, visto che potrete acquistare tutto comodamente da casa o ovunque vi troviate in quel momento.

La terza “tecnica” di risparmio “certificata” è quella che prevede di seguire le “offerte lampo” presenti su internet. Quest’ultime hanno un grande vantaggio ed un grande svantaggio. Il vantaggio principale è che prevedono percentuali di sconto ben superiori rispetto a quelle dei due metodi visti prima. Lo svantaggio è invece rappresentato dal fatto di avere una durata temporale molto limitata; di solito infatti le offerte più vantaggiose sono disponibili online per molto meno di una settimana in tutto.

Prima di Fare Acquisti Online Cerca il Tuo Codice Sconto

Gli acquisti on line e i codici sconto

E’ ormai più che una moda e una tendenza quella di fare acquisti on line e riuscire a risparmiare con i codici sconto promozionali. I prezzi infatti su internet sono giù bassi rispetto ai negozi tradizionali, ma con l’uso di un codice sconto l’affare è davvero a portata di mano. Ma come fare per utilizzarli e avere il massimo vantaggio? E’ molto semplice perché basta scriversi ai siti dedicati a questo servizio e ricevere anche giornalmente tutti i codici sconto che vi interessano: un esempio è la selezione di codici sconto di Facile.it da scaricare direttamente sul sito o ottenere nella propria casella di posta e utilizzare poi nel sito del brand o e-commerce di interesse, come i più popolari negozi di elettronica o il noto portale di abbigliamento Zalando (www.facile.it/sconti-promozioni/codici-sconto-zalando.html). Durante la fase di iscrizione al sito infatti vi sarà permesso di inserire le vostre preferenze in fatto di prodotti, tipo di sconto, store on line, e in base a questi parametri vi arriveranno puntualmente gli alert più interessanti. Una volta trovato il codice sconto e dopo aver verificato che non si possa cumulare con altre offerte, procedete con l’inserimento nell’apposito spazio e verificate che lo sconto che era stato promesso venga effettivamente eseguito, prima di procedere con la transazione.


Come aumentare il vantaggio dei codici sconto

Ci sono alcune accortezze che possono aumentare ancora di più il vantaggio dello sconto ottenuto con un codice. E’ consigliabile in generale cercare il prodotto al prezzo più basso, quindi è il caso di andare a controllare sui siti che possono illustrarvi una vera e propria scaletta. Qui osserverete quanto potete risparmiare in base al prezzo e alle spese di spedizione come avviene su facile.it. Se il codice sconto che avete trovato vi evita di pagare le spese di spedizione usatelo per un pacco importante di dimensioni considerevoli, oppure fate un ordine con più prodotti. Si può evitare di pagare le spese di spedizione scegliendo su alcuni siti l’invio a lunga scadenza: la merce la riceverete anche dopo 3 settimane ma avrete comunque risparmiato. Solo in questo caso dovrete organizzarvi in anticipo, se volete avere la merce in tempi utili. Selezionate sempre i negozi sui quali acquistate informandovi preventivamente sulla loro reputazione, magari leggendo i numerosi forum di discussione.

Cerca il Tuo Codice Sconto 01

I codici sconto possono anche raggiungere il 70% del valore di un oggetto o di un servizio, quindi puntate a quelli sui quali potete sfruttarli al massimo e non su acquisti con cifre basse. Se volete aumentare il vantaggio di un codice sconto potete andare a cercare quelli che, superata una certa cifra per l’acquisto, vi offrono le spese di spedizione gratuite e in più spenderete una cifra più bassa sul prezzo iniziale. Se non volete perdere gran parte del tempo cercano il vostro codice sconto, vi sarà comodo scaricare delle app che possono raggrupparli tutti comodamente, per avere gli alert anche sul vostro dispositivo portatile. Per quanto riguarda poi gli acquisti del settore hi-tech o per i dispositivi portatili come smartphone, tablet, pc e simili, o di altre categorie commerciali, sarebbe meglio evitare di acquistarli tra quelli “ricondizionati”. Si tratta infatti pur sempre di oggetti che avevano dei difetti e sono stati riparati in seguito a un guasto. Non è detto quindi che durino quanto sperate. Badate bene comunque che, se volete rischiare, potreste sempre “incappare” in un oggetto che invece vi darà soddisfazione.

I coupon

Non esistono naturalmente soltanto i codici sconto che vi permettono di fare shopping comodamente da casa e senza lo stress di visitare innumerevoli negozi, con la ricerca smodata del parcheggio e in mezzo al caos della città. Stiamo parlando dei coupon che vi garantiscono un prezzo molto vantaggioso su oggetti come capi di abbigliamento, arredo bagno, cose per la casa, biglietti per il teatro o per un viaggio, oppure per dei servizi come andare dal parrucchiere, fare un massaggio rilassante, una visita ginecologica o di altro tipo, ecc., che potete sfruttare negli esercizi commerciali convenzionati della vostra città.
Un oggetto o un servizio può essere offerto anche con più del 80% di sconto.

Cerca il Tuo Codice Sconto 03Acquistare on line in sicurezza

Ogni volta che effettuate un acquisto fatelo con carta di credito perché la carta di debito è meno sicura. Fate anche attenzione a non collegarvi con una connessione non protetta in quanto dei curiosi, o anche un hacker, potrebbero intromettersi e venire a conoscenza di password e attività private on line. Diffidate sempre di offerte troppo allettanti o di metodi per invogliare troppo insistentemente all’acquisto. E’ intuibile che si tratta di una truffa e se ci cascate perderete i vostri soldi e anche il vostro codice sconto o coupon.
Affidatevi sempre a store on line noti, come Amazon o Ebay. Quest’ultimo è uno di quei siti che fanno le aste on line che è un altro modo di risparmiare ulteriormente.
Voi infatti potete fare un’offerta e attendere che l’asta sia chiusa e magari riuscirete ad aggiudicarvi l’oggetto a un prezzo concorrenziale.

Dopo l’emancipazione, cosa vuol dire essere donna?

Mariah Carey è l’ultima in ordine cronologico ad aver posato nuda per alcune foto con in primo piano il pancione. Alcune settimane fa si era concessa da sola per la rivista Life&Style, non contenta ha accettato di fare altre foto, questa volta per la rivista inglese ‘Ok!’in compagnia del marito, Nick Cannon, nudo anche lui. Il rapper e attore statunitense, 10 anni più giovane dell’artista, accarezza la cantante coprendole i seni, ma il pancione resta sempre ben in vista.

In principio fu Demi Moore, la prima a posare nuda e incinta su una storica copertina di Vanity Fair del 1991. Dopo di lei Monica Bellucci, Britney Spears, Cindy Crawford, , e tante altre. Perché mettere in mostra il proprio corpo in un momento delicato come quello della gravidanza? La Bellucci disse che voleva condividere con tutti quel momento, ma i figli che nasceranno saranno contenti di vedere fra qualche anno vecchie copertine della propria mamma nuda e incinta?

La questione sulla nudità, soprattutto femminile, ha origini antiche e tortuose. L’approccio nei confronti del nudo è cambiato di secolo in secolo, ma oggi pare che non ci sia più un limite.

Pancioni, scheletri, anoressici, morti di fame, sporchi e anormali, i corpi vengono immortalati nelle foto e spiattellati in prima pagina. Per quale motivo? Per sensibilizzare, questa è la risposta di tutti.

Per tutto il Settecento, la donna era concepita come donna-angelo e, in quanto tale, doveva averne tutti i tratti anche fisici: estrema magrezza, pallore e svenimenti, facevano di una donna, una donna bellissima e ammirevole. Ci è voluto un po’ prima che le cose cambiassero, quasi un secolo, ma non è stato un quadro ( per giunta tantissimi) o una foto a far capire il limite che si stava superando, ma il cambio di idee, di pregiudizi e di considerazioni riguardo la donna.

Senza coinvolgere discorsi già sentiti e risentiti, come quello del bunga bunga, o della donna usa e getta, proviamo a riflettere su di una cosa: a cosa è servita l’emancipazione alle donne? In cosa l’ha arricchita? Davvero la donna oggi è libera e pari all’uomo? O altri pregiudizi la stanno rilegando in un altro limbo? Foto scandalose, affari sporchi stanno macchiando la vera identità di una donna! E’ sulla bocca di tutti la falsa verità che basta saper sculettare, concedetemi il termine, o metter in mostra la mercanzia per riuscire. No, non è affatto così. Le donne che sono costrette o che decidono liberamente di farlo sono le più deboli e quelle che non saranno mai libere dal loro corpo. Se cinquant’anni fa la donna restava in casa per badare ai bambini e accontentare l’uomo alla sera, oggi, quelle donne di cui si parlava prima, escono di casa ma entrano in un’altra gabbia, magari quella in cui lavorano, dove devono badare ai bambini (un po’ cresciutelli) e accontentarli.

Sarebbe stato più onorevole per noi donne se avessimo sentito dire dalla Bellucci che quelle foto le servivano per comprare giocattoli e pannolini al suo bebè, l’avremmo creduta. Una gravidanza si condivide solo con la propria famiglia, i bambini cresciuti e ben educati saranno il ricordo più bello di quei mesi. Gli occhi di quei bambini… e non foto.

Marina Lecce

Kate Middleton e le noiose regole di palazzo

Il prossimo 29 aprile a Westminster il principe William di Inghilterra e la borghese Kate Middleton convoleranno a nozze. La cerimonia durerà settantacinque minuti. Le attesissime nozze reali inizieranno alle ore 11, quando avrà luogo la funzione religiosa, alle 12.15 i due sposi usciranno dall’abbazia di stile gotico per rientrare a palazzo in carrozza.

l principe William ha regalato alla promessa sposa l’anello di fidanzamento di sua madre, Lady Diana Spencer, che nel 1981 lo sfoggiò provocando molto scalpore. La pietra infatti non era un diamante.

Il saluto della coppia dal balcone di Buckingham palace avverrà alle 13.25. Tra le obbligatissime regole della famiglia reale, la neo principessina non potrà baciare i suo amato principe il giorno delle sue nozze. e sono in molti a chiedersi se Kate rispetterà la regola o seguirà le orme di Diana che baciò il suo Carlo proprio su quel balcone 30 anni fa!

I problemi sono molti: durante i preparativi i due sposini hanno chiaramente confessato di voler modernizzare un po’ l’evento, allontanandosi sempre di più dalle rigide regole di palazzo. La sposa, ad esempio, litiga con la suocera Camilla Parker Bowles: l’oggetto della discussione è il ferma capelli della sposa durante il rito; la Bowles ha consigliato la tiara reale, che fu indossata anche dalla principessa Lady Diana, mentre la futura sposa opterebbe per dei romantici fiori. Un’altra stravaganza è il mezzo di trasporto: gli ospiti arriveranno davanti a Westminster con questi minibus affittati dalla coppia!

Ovviamente dai minibus sono esenti la Regina, il principe Filippo, Carlo, Camilla, Andrea ed Edoardo, che arriveranno invece in Rolls Royce. Kate pare molto determinata a far sentire da subito la sua voce: non arriverà in

La futura sposa salirà sullo State Landau, dove viaggiarono il Principe Carlo e Lady Diana all’epoca del loro matrimonio nel 1981. La sposa userà la carrozza solo dopo le nozze, quando sarà entrata ufficiamente a far parte della famiglia reale.

abbazia in carrozza, bensì in macchina.


Vi state chiedendo quale sarà l’abito? Anche la scelta dello stilista pare all’avanguardia: indiscrezioni danno come più quotato, lo stilista
Alexander McQeen. Bizzarra la scelta dei due coniugi che hanno scelto di condividere, dopo le nozze, l’appartamento con il principe Harry, fratello minore di William. I due sposini, dopo la loro luna di miele, che durerà la bellezza di un mese, condivideranno una suite alla Clarence House, una delle tante residenze reali.

Gli esperti inglesi di buone maniere stanno già sussurrando lo scandalo: il giorno della cerimonia nessuno potrà rivolgersi alla sposina, ma statene ben certi che Kate non si farà remore per discutere e ancora discutere..

In realtà Kate sta imparando ad essere una… capricciosa reale.

Marina Lecce

Moda pulita: le scarpe “verdi”

L’azienda olandese Oat, lo scorso febbraio, dopo una ricerca durata due anni, ha fatto sfilare in passerella le prime scarpe completamente biodegradabili. Le nuove scarpe da tennis sono fatte con canapa, sughero, cotone bio, plastica biodegradabile e coloranti senza clorurati. Dopo l’uso (e l’abuso) possono, insomma, essere piantati: la particolarità è che non si decompongono e fungono da semplice fertilizzante, ma contendono nella linguetta superiore, anche dei semi che, una volta piantati, germogliano.

Insomma un’idea pulita utile e verde, che ha già vinto all’Amsterdam Fashion Week: ”Il nostro futuro sta nella riconciliazione tra industria e natura – spiega un comunicato sul sito dell’azienda – dobbiamo capire che quello che costruiamo è una parte di un ciclo vitale che deve essere chiuso.’

Queste ‘sneakers’ completamente biodegradabili sono costruite in Europa, per ridurre le emissioni dovute ai trasporti, e saranno messe in vendita presto online, sul sito dell’azienda.

Per gli ambientalisti è una manna dal cielo. Per gli amanti delle scarpe da tennis, che fanno fatica a gettarle anche se inutilizzabili, la scarpa bio non ha bisogno di essere cestinata..basta piantarla.

(Marina Lecce)

Che ci vuole per essere una star?

Ma quanto sono stelle le stars di Hollywood?

Abbiamo già parlato delle loro insopportabili diete, ma non è la sola cosa a cui, poverini, si sottopongono per apparire più belli. Ore e ore in palestra, personal trainer, rimedi naturali,operazioni chirurgiche e chissà cos’altro!

Vediamo nello specifico come ci appaiono questi divi.

Passano e spassano in passerella e su tappeti rossi anche su tacco 12, con un passeggio invidiabile. Schiena dritta, sguardo fiero, una pelle liscia e senza imperfezioni, seno (che pare cambiare a seconda dell’abito!) perfetto, fondoschiena che sfida la forza di gravità, vitino da vespa, mani ben curate… e sorriso.

Come si fa ad essere sempre così perfette?

Premettendo che il denaro non è un problema per tutti loro, ma lo è per la maggioranza delle ragazze normali, la questione non deve neanche essere spiegata: basta pagare i migliori del campo, e sono molti campi, per ottenere il meglio!

Spalla dritta: serve per apparire più slanciate e sicure di sé. Occorrono specifiche attenzioni di un personal trainer che ogni giorno, per ore, ci guida negli esercizi che fanno bruciare grassi e migliorano il tono muscolare. E che ci vuole? Anche noi andiamo in palestra, ma perché le star riescono a tornare in linea in sole tre settimane? E’ solo questione di palestra?

Andiamo avanti.

Un viso perfetto. Cetrioli sugli occhi, massaggio fai-da-te anti rughe e maschera per il viso comprata al supermercato? Macchè: la moda per un viso perfetto a New York si chiama Tracie’s Resculpting Facials. La visagista Tracie Martyn, che ritocca il viso di Penelopez Cruz, Brad Pitt, Sandra Bullock e molti altri, propone sedute (costosissime) di un trattamento con un elettrostimolatore che “ravviva la pelle”. Magicamente via occhiaie, doppio mento, macchie. Basta solo pagare profumatamente.

Va bene, avete ragione, il viso è fondamentale, è la prima vetrina attraverso la quale giudichiamo una persona. Andiamo avanti.

Il seno. Qui bisognerebbe aprire un capitolo, forse due, sui ritocchini che il seno subisce nella nostra generazione. A diciotto anni, le neo maggiorenni vogliono un seno nuovo. In rete, network a pagamento ti permettono di guadagnare tanto da poterti rifare un seno, in cambio chiedono solo alcune tue foto..magari nuda. Ma no, questo per le star è roba passata. Le operazioni richiedono tempo, non riescono mai bene, gonfiano o sgonfiano troppo il seno. La soluzione del secolo, per modellare il seno è il botulino proposto dalla dermatologa Patricia Wexler. Una punturina sotto il petto, senza anestesia, un paio d’ore prima di indossare l’abito scelto per il gala e via, il seno si alza immediatamente e riempe giusto giusto le coppe di quel costosissimo vestito che si indosserà solo per quella sera. Come l’abito, anche il seno va via. Insomma per avere un seno perfetto il trucco è questo: scegliere l’abito, puntura con botox tanto quanto basta, passerella, foto, sorrisi. Tornate a casa: via l’abito nell’armadio e, beh i tempi sono più lunghi, dopo cinque mesi il seno va via. Comodo, no? Seno giusto per il momento giusto. Dimenticavo: la punturina costa circa duemila dollari. Ma avevamo detto che il denaro per loro non è un problema.

Dite bene, il seno è importante. Deve essere perfetto. Più è perfetto, più aumentano le possibilità di finire sulle prime pagine dei giornali. E’ il loro lavoro.

Andiamo avanti: ciglia e unghie perfette? 450 dollari per ciglia folti, ma che appaiono naturali (troppa artificialità stucca, è giusto) nelle beauty maker. Durano due mesi. Labbra più voluminose, ma solo per una sera? Si può, lo fa anche Jiulia Roberts, botulino costosissimo e che dura solo quattro ore con l’aggiunta di un lucidalabbra mischiato con gocce di olio di cannella. Fortunato chi le bacia.

Braccia e gambe più snelle? Yoga, solo yoga. Lo consiglia la Aniston che, quando si accorge di soffrire di ritenzione idrica, sveglia il suo personal guru, che dorme a casa sua ovviamente, per una seduta “preziosa” di yoga. Sedere che casca troppo questa sera? La più pratica è Gwynwth Paltrow che indossa, insieme, ben due culotte aderenti, senza cuciture che levigano i fianchi e appiattiscono l’addome. Così facendo le due porzioni di lasagne mangiate la sera prima spariscono magicamente. Consiglio: attenzione ai giri di walzer.

Parola di star!

Marina Lecce

Moda Uomo,torna il Denim per la collezione Primavera 2011

Questa primavera torna alla ribalta il Denim. Infatti la collezione Blue Denim presenta le nuove proposte di Benetton per la prossima stagione primaverile 2011, interamente dedicate all’intramontabile jeans, in tutte i suoi possibili usi.

Per la collezione uomo quindi c’è l’imbarazzo della scelta tra t-shirt e polo, a manica lunga o corta, lisce o con taschine sul petto o ancora coi tre bottoni davanti. Scollo rotondo o scollo a v, a seconda delle preferenze e degli abbinamenti; si va comunque dalla più semplice e classica a qualcosa di sempre casual, ma con qualche dettaglio in più. Il colore blu/indaco è il filo conduttore della linea.

Grande ritorno è sicuramente la camicia di jeans: dopo anni di assenza dalle passerelle torna alla ribalta. Benetton la propone con bottoni in contrasto e sia a maniche corte che lunghe, da portare da sola o aperta sopra una t-shirt.

Da abbinare alle magliette gilet blu con taschine laterali e bottoni, da portare aperto, tono su tono.

Si può scegliere anche un bel maglione a giacca, con zip sul davanti, coperta da una chiusura a due file di 10 bottoni e tasche laterali.

I modelli di jeans corti sono tre, uno in blu chiaro, l’altro in scuro con risvolto e il terzo in jeans con tasconi laterali.

I modelli di jeans lunghi sono sia da giorno, molto sportivi, che più particolari, adatti anche per la sera. Le tonalità di colore vanno dal chiaro allo scuro, sia tinta unita che delavé o con strappi. Si portano sia dritti che con risvolti sul fondo.

Come si può capire  le proposte uomo non sono niente male, adatte per diverse occasioni e per le diverse temperature che si alternano spesso in primavera. I prezzi Benetton sono spesso competitivi, ma la qualità dei capi non viene mai meno.

Fabio Chiarini

(leisureopenmind.blogspot.com)

Inaugurazione settimana della Moda a Milano

Oggi 23 febbraio si inaugurerà la Settimana della Moda di Milano, durante la quale verranno presentate le collezioni e gli abiti più “fashion” della prossima stagione.
Con la Settimana della Moda tornano in campo a Milano le 10 ‘Sentinelle della Salute in Passerella’.
Volute dall’assessore alla salute del Comune Giampaolo Landi di Chiavenna e capitanate dall’attrice Dalila Di Lazzaro, si mescoleranno al pubblico e fra gli addetti ai lavori per controllare che non sfilino modelle di eccessiva magrezza, testimonial di una figura femminile ai limiti della malattia. Lo scopo e’ contribuire a combattere l’anoressia che in Italia, insieme alla bulimia, colpisce il 5% delle giovani fra i 13 e i 35 anni e che puo’ essere fatale nel 5% dei casi.
Tra le iniziative che accompagnano la settimana della moda milanese, dal 23 febbraio al 1 marzo, le ‘sentinelle della salute’ vigilano sulle misure delle modelle cercando di scovare quelle più tendenti all’anoressia e di segnalarle all’assessore lombardo, con l’intento di educare i giovani e soprattutto di limitare le crisi delle giovanissime disposte a tutto pur di diventare come le ragazze che sfilano in passerella.
L’assessore renderà noti tali casi a Mario Boselli, il presidente della Camera della moda, ricordando che nella prima edizione dell’iniziativa, lanciata nel settembre scorso, i casi individuati sono stati 6, per un totale di due case di moda coinvolte.
Landi sottolinea il fine sociologico e non diffamatorio di tale iniziativa, volta a salvaguardare solo il “benessere” fisico e psichico delle ragazze e che queste non siano da esempio alle più piccole.
(Fabio Chiarini)

Artisti e realtà locali: sono io la mia moda

Ritornati come sempre a parlare di arte, oggi lo facciamo sensibilizzando il settore dell’abbigliamento e della moda. L’arte dell’usato e lo stato di un prodotto spesso ci portano a scartarlo senza renderci conto delle risorse di cui disponiamo. Cercheremo di analizzare quello che Tiziana, una giovane imprenditrice, ha fatto nel contesto materano adottando la filosofia vintage. Partendo dalla propria consapevolezza e dal bisogno di emergere in questo mondo di crisi globale spesso riciclare, riutilizzare un prodotto può essere una soluzione, un obiettivo utile nel contesto in cui viviamo.

Quando è nata l’idea di realizzare un negozio nella città di Matera, piccolo centro, prendendo spunto da grandi metropoli quali Roma, Milano, Madrid e arrivando al concetto di “vintage”?

R. “Non solo vintage”, il mio negozio, parte da un vissuto personale che mi ha sempre vista coinvolta nel settore dell’abbigliamento. Sin da piccola ho coltivato questa passione prendendo spunto anche da un atelier di famiglia gestito da mia nonna. Saper riconoscere i tessuti buoni e aver fiuto nel selezionare un prodotto da collezione è indispensabile per chi vuole mettersi in proprio con un’idea nuova che contraddistingue appunto il variegatissimo mondo del vintage. Ho iniziato con un negozio d’abbigliamento e accessori nella città di Matera provenendo da una realtà pugliese per poi passare a questa filosofia. Il vintage è una vera e propria filosofia di vita. Con un passato fatto di sacrifici e l’intenzione di diventare un giorno avvocato ho deciso letteralmente di cambiare strada per accingermi e coltivare questo desiderio che sono riuscita a realizzare.

La crisi economica globale, l’idea di cambiare spesso un capo d’abbigliamento, vivere in un contesto, una società consumistica non porta a trovare delle soluzioni. Come pensi si possa arrivare a sanare queste difficoltà attuali incombenti?

R. Lo stato di crisi economica globale ha indotto “non solo vintage” ad attuare una filosofia che si basa sulla economicità e sul riciclo, senza rinunciare alla moda e all’eleganza. I clienti sono i protagonisti di un mondo che può cambiare se riusciamo a capire il vero concetto di risparmio che non deve essere visto partendo dal concetto di vecchio, usato, inutilizzato. Infatti gli stessi clienti possono interagire portando i loro capi e accessori che per vari motivi non indossano o non utilizzano più. Tutti i vari beni dei clienti verranno valutati al fine di stipulare un contratto che permetterà di guadagnare soldi dalla vendita degli stessi. Far guadagnare al cliente, ovvero consentirgli di monetizzare il capitale inutilizzato. Non solo vintage si occupa di acquisto e vendita di abbigliamento e accessori (cinture, scarpe, borse, bigiotteria) rigorosamente griffati e in ottimo stato d’uso. Essere sempre alla moda spendendo cifre modeste o selezionare un prodotto di nicchia per veri e propri collezionisti. Il controllo della qualità, della pulizia e dello stato di un capo è fondamentale nel mio lavoro. Abbiamo un servizio di lavanderie convenzionate.

Come pensi si possa stabilire una vera e propria rete a livello locale tra gli stessi negozi del quartiere o tra i negozi stessi senza una competizione interna che spesso non sprona i giovani imprenditori a rischiare e provare sulla propria pelle portando idee nuove?

R. Ritengo che la competizione sia negativa, al contrario la collaborazione tra gli imprenditori è da considerare come un valore aggiunto che stimola il cliente a orientarsi in modo più ampio e completo nel panorama economico. Nel mio negozio si possono trovare capi che hanno un costo, ovviamente, perché sono stati indossati da persone di un certo livello ma allo stesso tempo si possono trovare prodotti accessibili, fruibili a chiunque voglia avere la possibilità di trovare un capo firmato a prezzi modici. Rischiare, provare e soprattutto coinvolgere il cliente e altri negozi penso sia indispensabile al giorno d’oggi anche perché non possiamo essere sempre certi di quello che scegliamo. Seguono in particolare questo stile le attrici, gli artisti in genere, persone che vogliono in un certo senso alternare il loro guardaroba con capi che sono vere e proprie opere d’arte. Vorrei che un giorno si arrivasse a parlare di più di quello che è il concetto di vintage discostandoci completamente dall’idea del vecchio, dall’idea dell’usato.

Concludiamo anche oggi proprio soffermandoci su quello che è il concetto di arte unito alla moda. Il vintage, l’arte del vintage rispecchia questa filosofia adottata da molte persone, artisti che hanno fatto dei loro capi delle vere e proprie opere d’arte. Il vintage abbraccia diverse epoche ma spesso si ricolloca al rètro. Oggi esistono numerose etichette specializzate, che si concentrano soprattutto sulla moda anni ’50. Ma anche il revival, lo stile anni ’70 è da ricollocare alla moda vintage.

Appuntamento con i lettori al martedì per scoprire in ogni storia una nuova esperienza di vita, testimoniata da chi l’ha vissuta realmente.

(Cristian Luca Andrulli)

Cultura: la seta fa il suo ultimo saluto al mondo in passerella

Questa storia ha origini antichissime, che si riallacciano ai fasti dei greci e dei romani.

Per Via della seta si intende il reticolo, che si sviluppava per circa 8.000 km, e toccava montagne, pianure, fiumi e mari. Comunemente la “via della seta” è intesa come mezzo per il commercio antico fra gli imperi cinesi e l’Occidente. Un complicato itinerario che si snoda dalla Cina, al Medio oriente, all’India, fino al Mediterraneo, lungo al quale le carovane portavano merci preziose.

Tuttavia questo percorso, che fa pensare non ad un sentiero di terra, ma alle antiche favole delle “Mille e una notte”, favorì la diffusione anche di culture e religioni in entrambi i sensi: concetti fondamentali di matematica, geometria, astronomia insieme alle idee religiose del Manicheismo e Nestorianesimo viaggiavano insieme alle merci preziose.

Ma torniamo alla seta. Secondo alcune fonti sarebbe stato addirittura Cesare, di ritorno dall’Anatolia, a portare a Roma alcune bandiere, catturate al nemico, di uno sfavillante tessuto sconosciuto che suscitò uno straordinario interesse: era appunto la seta. Secondo altri, invece, queste bandiere sarebbero arrivate dopo la disfatta di Crasso a Carre. Si sapeva che quel tessuto veniva da una non ben precisata terra dei Seri ma non quale ne fosse l’origine. Secondo Plinio il Vecchio, essa sarebbe stata tessuta con un sottilissimo filo tratto da una peluria di certi ignoti alberi, da lui definita “lana delle foreste”.

I secoli, e i millenni, sono passati, e anche la seta ne ha pagato un conto salato. Per lungo tempo la seta fu ritenuta un tessuto pregiatissimo e molto costoso, simbolo di nobiltà e di status economico elevato. Ma, come tutte le cose belle, anche la seta richiede tempo dedizione passione ed esperienza.

In un’epoca come la nostra, fatta di capitalismo, di velocità e di molta merce di poca qualità, la seta è divenuta “poco attrattiva per le regole di mercato”. Andando in Cina, le antiche tessitorie sono tenute come reliquie e sono deserte.

Fra le molte tappe che si possono toccare nell’itinerario della via della seta. Ce n’è una, Jili: un’antica capitale, che è stata epicentro per la produzione della seta. Jili proprio nel gennaio passato ha dovuto chiudere i battenti delle sue antiche “fabbriche” del tessuto. L’ultima seteria sarà riconvertita in una fabbrica di scale mobili. Si conosce già il nome del primo acquirente di questa nuova fabbrica: un grossista di tessuti ricavati da plastica e lattine vuote, possessore di decine di centri commerciali, diventato in poco tempo miliardario.

In questa città soltanto gli anziani, circa una quarantina, si ostinano ad allevare i bozzoli dei bachi. Perché lo fanno? Perché quella terra ha imparato a farlo già nel 4000 a.C. Ed era la città più rinomata: la seta più bella e sognata proveniva da Jili. La purezza dell’acqua di questa terra, la freschezza delle foglie di gelso, l’incontaminata aria e il giusto clima, permettevano loro di produrre la seta pregiata che costava più dell’oro.

Non voglio elencare i dati e i documenti storici che attestano il giro degli affari che resero questa regione cinese la più opulenta del tempo. Ma mi soffermo anch’io a riflettere: se nella prossima Expo di Milano, vedremo in passerella una sciarpa di seta, ecco, quello sarà l’ultimo saluto all’alba dorata dell’est che ha svegliato il mondo per migliaia d’anni.

(Marina Lecce)