Ritorna la mostra del tartufo bianco con la sua 49° edizione

Si terrà come ogni anno nella città di Sant’Angelo in Vado, in provincia di Pesaro Urbino, la 49° edizione del tartufo bianco.

L’evento si terrà i fine settimana che vanno dal 13 ottobre al 4 novembre 2012, con ingresso gratuito.

L’evento si svolgerà per le vie del centro storico e delle piazze di Sant’Angelo in Vado, che per l’occasione diventerà un palcoscenico su cui prenderà vita la manifestazione.

Tutti i partecipanti potranno assaporare e degustare il pregiatissimo tartufo bianco e tanti altri prodotti DOC e DOP della tradizionale cucina gastronomica dell’Alta Valle del Metauro.

In questa occasione, oltre che a gustare il tartufo, sarà possibile visitare la Domus del Mito, ed il complesso di Santa Maria extra muros.

Questo tipo di tartufo è molto pregiato e costoso, il suo prezzo può arrivare a toccare i 3500€ al kg.

Calogero Vignera  

Torta con amido di mais

Difficoltà: Bassa – Tempo: 60 minuti

Ingredienti

180 gr di amido di mais

180 gr di zucchero

6 uova

1 bustina di lievito vanigliato

Un pizzico di sale

Zucchero a velo

Preparazione

Separare gli albumi dai tuorli in due pirofile. Montare con l’aiuto di uno sbattitore elettrico gli albumi, aggiungendovi prima un pizzico di sale. Montare successivamente i tuorli, con l’aggiunta dello zucchero. Aggiungere ai tuorli gli albumi (che avevamo precedentemente montato) e l’amido, aiutandosi con un cucchiaio, a piccole dosi alternativamente. Continuare a montare il composto per circa 5 minuti. Aggiungere infine il lievito vanigliato e continuare a montare per altri 2 minuti. Versare il composto in una teglia, precedentemente imburrata e infarinata. Cuocere in forno preriscaldato a 180°, per 40 minuti. A cottura ultimata lasciare riposare il dolce nel forno spento per circa 10 minuti.

Servire con zucchero a velo.

Consigli: è possibile farcire la torta con della crema o panna, a proprio piacimento.

(Arcadia Russo)

Torta bicolore al cioccolato

Ingredienti

350 gr di farina ‘00

250 gr di zucchero

3 uova

200 gr di burro (100 gr in versione light)

2 bicchieri di latte (scremato in versione light)

Scorza grattugiata di ½ limone

1 busta di vanillina

1 busta di lievito per dolci

4 cucchiai di cacao amaro

1 cucchiaio di zucchero

Zucchero a velo

Preparazione

In una pirofila a sponde alte, aggiungere le uova intere, lo zucchero, la scorza di limone grattugiata, il burro (a temperatura ambiente), la vanillina. Montare con uno sbattitore elettrico (per circa 5 minuti), fino all’ottenimento di un colore spumeggiante. Continuare a montare, aggiungendo alternativamente la farina e il latte, con l’aiuto di un cucchiaio. Aggiungere infine il lievito (precedentemente miscelato in un bicchiere riempito per metà con il latte).

Versare i 3/4 del composto in una teglia, precedentemente imburrata e infarinata.

Aggiungere al composto rimasto nella pirofila 4 cucchiai di cacao amaro, un cucchiaio di zucchero e una spruzzata di latte. Montare con lo sbattitore elettrico (per circa 2 minuti).

Disporre quest’ultimo composto ottenuto nella teglia dove precedentemente avevamo versato i 3/4 del composto bianco, con l’aiuto di un cucchiaio. Con una forchetta praticare dei cerchi in superficie per rendere più omogeneo il composto.

Infornare per 45 minuti, in forno preriscaldato a 180° (si consiglia di mettere il ripiano della teglia circa a metà del forno).

Dopo la cottura, aggiungere lo zucchero a velo. (Si può sostituire lo zucchero a velo con scaglie di cioccolato bianco o cocco in polvere)

Tempo di preparazione: 15 minuti

Tempo di cottura: 45 minuti

Difficoltà: media

(Arcadia Russo)

Culinaria, manifestazione per l’Identità delle tradizioni agricole nel Lazio

“Il gusto dell’identità è quello dei prodotti del Lazio: produzioni genuine di prim’ordine, di cui vogliamo incentivare il consumo consapevole sulle tavole dei romani e dei cittadini della regione. E manifestazioni come Culinaria, che quest’anno propone un riuscitissimo connubio fra l’agroalimentare e il mondo della nautica, rappresentano occasioni speciali per veicolare al meglio la conoscenza delle nostre eccellenze e la tipicità garantita di un comparto che ha numeri da vendere.”

L’ha dichiarato il Commissario straordinario ARSIAL, Erder Mazzocchi, intervenendo alla presentazione della manifestazione Culinaria svoltasi all’Enoteca regionale Palatium di Via Frattina.

“Abbiamo la pretesa di rilanciare un sistema agroalimentare di qualità che rafforzi sempre più la produzione del territorio e sia in grado di puntare con decisione i riflettori sulla sicurezza alimentare. Culinaria offre a quanti la visiteranno la chance di comprendere la tradizione del Lazio agricolo. Assaggiando pietanze regionali, realizzate da sapienti maestri del gusto, ci si potrà soffermare sul senso e la validità di un’agricoltura garantita made in Lazio, leitmotiv delle politiche messe in campo dall’amministrazione Polverini in tema agroalimentare: quella che trova nei marchi di certificazione la sua assicurazione sulla qualità”.

Fabio Chiarini

Biscotti di San Valentino

Difficoltà:Facilissima

Durata:30-40 minuti più mezz’ora per lasciar riposare la pasta

Ingredienti

Per i biscotti:

Burro 125 gr

Farina 250 gr

Lievito chimico in polvere per dolci 6 gr

buccia grattuggiata di 1/2 limone

1 Uovo

Vanillina 1 bustina

Zucchero 100 gr

Per il ripieno:

Marmellata di fragole q.b.

Per spolverizzare:

Zucchero al velo q.b.

Preparazione:

Togliete il burro dal frigorifero un’ora prima della lavorazione, tagliatelo a pezzetti e lasciatelo ammorbidire a temperatura ambiente.

Disponete la farina su di un piano di lavoro, e nel centro metteteci il burro e tutti gli altri ingredienti; lavorate molto bene tutto l’insieme fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Avvolgetelo in una pellicola e lasciatelo riposare per almeno mezz’ora in un luogo fresco.

Con il matterello tirate una sfoglia non più alta di ½ cm e, con lo stampo a forma di cuore ricavate un numero pari di sagome, non dimenticate che ve ne serviranno due per formare un biscotto. A questo punto, su metà dei cuori ottenuti, fate delle incisioni con uno stampo, sempre a forma di cuore ma di misura più piccola; disponete quindi tutti i cuori su di una teglia foderata con carta forno, ed infornateli a 180° per circa 15-20 minuti.

I biscotti non dovranno scurirsi, ma solo colorirsi lievemente; quando saranno cotti, e ancora caldi, mettete sopra la sagoma non incisa della marmellata di fragola, e sovrapponetevi la sagoma incisa. I biscotti così ottenuti dovranno essere spolverizzati con lo zucchero al velo.

Buon San Valentino!

Fabio Chiarini

Il giro d’Italia in 21 ricette: Piemonte

Continuiamo il nostro tour nei sapori della cucina italiana, visitando il Piemonte con la ricetta del: Brasato al Barolo.

Il Brasato al Barolo è una specialità tipica della cucina piemontese, tanto gustoso quanto laborioso da preparare.

E’ uno dei piatti più rappresentativi della tradizione culinaria di questa regione in quanto utilizza il Barolo, vino tipico del Piemonte, e la carne bovina locale, il fillone, allevata seguendo criteri molto particolari.

Non si sa con sicurezza l’origine di questo piatto, a parte il fatto che  il metodo della cottura del brasato, era già conosciuto nell’antichità.

L’aggiunta successiva del Barolo ha sicuramente dato alla ricetta un tocco in più, il gusto ed il profumo di questo vino ha avuto il merito di far annoverare, il Brasato al Barolo, tra le specialità più apprezzate e conosciute della cucina italiana anche all’estero.

Ed ora vediamo insieme come si prepara.

Ingredienti:

1 spicchio d’aglio, 2 foglie di alloro, 2 carote, 4 grani di pepe, 3 chiodi di garofano, 1 rametto di rosmarino, 1 cipolla, sale q.b., 1 pezzetto di cannella, 1 kg di carne bovina (vena o cappello di prete), 3 o 4 cucchiai d’olio, 2 costole di sedano, 1 bottiglia di Barolo.

Preparazione:

La prima cosa da fare nella preparazione del brasato al Barolo è fare marinare la carne: prendete il trancio di carne, asciugatela dall’eventuale residuo di sangue e ponetela in una capiente terrina.

Mondate le verdure e tagliatele tutte a cubotti e trasferite nella terrina con la carne e le spezie, aggiungete il Barolo, coprite con pellicola per alimenti e lasciate marinare il tutto per 12 ore in un posto fresco.

Trascorse le 12 ore, prelevate la carne dalla marinata e ponetela su un tagliere e asciugatela delicatamente con della carta da cucina.
Fate fondere in una casseruola il burro insieme all’olio e fate rosolare la carne per circa 5 minuti per lato, fino ad ottenere la crosticina tipica degli arrosti.

A questo punto, prelevate le verdure e le spezie dalla marinata e aggiungetele alla carne in cottura.
Fate cuocere le verdure con la carne per circa 15 minuti in modo che inizino ad intenerire,  a questo punto salate.

Procedete ora a versare anche la marinata (eventualmente riscaldata qualche minuto in microonde) alla carne e alle verdure, coprite con un coperchio e fate sobbollire per almeno 2 ore a fuoco dolce.

Una volta brasata la carne, toglietela dalla casseruola e mantenetela in caldo mentre preparate il sughetto che la accompagnerà.

Passate tutte le verdure insieme al vino con un mixer ad immersione e rimettete il sugo ottenuto sul fuoco per farlo addensare.
Regolatelo di sale e portate il tutto a bollore per qualche minuto, quindi ancora caldo versatelo sul brasato affettato…ed ecco pronto il vostro brasato al Barolo.

Accompagnatelo con del purè di patate o con della polenta e sarà un sostanzioso ed equilibrato piatto unico.

Se invece di mettervi ai fornelli preferite conoscere i sapori della cucina piemontese direttamente sul posto, vi segnaliamo alcuni ristoranti tipici nei quali potrete gustare un ottimo Brasato al Barolo e non solo:

-Ristorante Pizzeria Nuova Cernaia

Piazza Annunziata, 12

10078 – Venaria Reale (TO)

- L’Hosteria dé Ferrari

Via Cavour 3/5

Frascaro (AL)

La prossima regione che visiteremo sarà la Val d’Aosta.

Chiunque avesse da segnalare una ricetta tipica della cucina valdostana, potrà contattarci alla mail:

simona.vogliosapere@gmail.com

(Simona Renzi)

Il giro d’Italia in 21 ricette: Liguria

Per conoscere bene un Paese bisogna prima conoscere i sapori e le tradizioni culinarie.

E’ per questo che noi di “Vogliosapere” abbiamo deciso di accompagnarvi alla scoperta della nostra  bella Italia, in un tour che passerà nel piatto di ogni regione italiana, da nord a sud, presentandovi ogni settimana una ricetta tipica.

Preparate forchetta e cucchiaio…si parte!!!

La prima regione che visiteremo sarà la Liguria con la ricetta del:

Pesto alla genovese

Ingredienti per condire 600 gr di pasta

Basilico – 50 grammi di foglioline di basilico.

Olio extravergine di oliva – ½ bicchiere

Formaggio grattugiato – 6 cucchiai da cucina di Parmigiano Reggiano e 2 di Pecorino

Aglio
– 2 spicchi

Pinoli – 1 cucchiaio da cucina

Noci (facoltative, in sostituzione ai pinoli)

Sale grosso – qualche grano

Preparazione

Per fare il vero Pesto genovese occorrono un mortaio di marmo ed un pestello di legno.

La prima ricetta scritta del pesto che conosciamo, risale alla metà dell’ottocento e da allora, salvo sbrigative profanazioni nella tecnica d’esecuzione, non è cambiata.

Per prima cosa bisogna lavare in acqua fredda il basilico, naturalmente genovese, e poi metterlo ad asciugare su un canovaccio.

Nel frattempo si deve pestare nel mortaio uno spicchio d’aglio ogni trenta foglie di basilico.

L’aglio deve essere dolce, non deve prevalere pur facendosi sentire nel sottofondo…insomma non può mancare!

Non deve mancare neppure il sale grosso, aggiungetene qualche grano.

A questo punto, vanno aggiunte le foglioline di basilico.

Si inizia a pestarle nel mortaio con un movimento rotatorio e prolungato.

Ricordatevi che gli oli essenziali del basilico sono conservati nelle venuzze delle sue foglie e che per ottenere il miglior gusto, bisogna non pestare gravemente ma ruotare leggermente il pestello in modo da stracciare, non tranciare, le foglioline.

Quando il basilico stillerà un liquido verde brillante sarà il momento di aggiungere i pinoli, una manciata.

Completerete il composto con il parmigiano reggiano, il pecorino ed alla fine l’olio extravergine d’oliva.

Un’ultima raccomandazione:
la lavorazione deve avvenire a temperatura ambiente e deve terminare nel minor tempo possibile per evitare problemi di ossidazione.

A questo punto il pesto è pronto e può essere utilizzato per condire le troffie, le trofiette, le trenette e può essere aggiunto per dare gusto al minestrone di verdure.

Oggi, nell’era della fretta, per fare il pesto si usa anche il frullatore, ma la migliore soluzione è sempre quella… “all’antica” !!!

La prossima regione che visiteremo sarà il Piemonte.

Chiunque avesse da segnalare una ricetta tipica della cucina piemontese potrà contattarci alla mail:

simona.vogliosapere@gmail.com

(Simona Renzi)

Banane flambé

Vi arrivano ospiti all’improvviso e non avete un dolce pronto?

Ecco come rimediare in modo rapido e con un risultato gustosissimo.

Ingredienti:

4 banane non troppo mature

50g di burro

100g di zucchero

2 arance

succo di limone

1/2 bicchiere di rum

  1. sbucciate le banane e irroratele con qualche goccia di succo di limone, per evitare che anneriscano;
  2. fate fondere il burro in una padella antiaderente o di rame rivestito di acciaio, aggiungete lo zucchero e, quando inizia a caramellare, versate mezzo bicchiere di succo d’arancia e mescolate con cura;
  3. lavate l’arancia rimasta, asciugatela, togliete la scorza da cui ricaverete sottili striscioline;
  4. aggiungetele al caramello in padella;
  5. unite le banane, girandole bene nel fondo di cottura, usando due forchette e lasciatele cuocere per 3-4 minuti;
  6. bagnate quindi con il rum, fate fiammeggiare e servite subito, mentre la fiamma è ancora accesa.

Un piatto si dice flambé quando viene cosparso di liquore a cui si da fuoco al momento di servirlo in tavola.

Le banane e l’ananas sono tra i frutti che meglio si prestano a questo metodo.

Il rum lascerà il suo aroma ma il dolce sarà privo di alcool, quindi adatto anche ai bambini. Ma le nostre banane flambé hanno anche un altro merito, sono assolutamente prive di glutine  quindi adatte anche a chi è intollerante.

(Simona Renzi)

Risotto alla melagrana

Difficoltà: Media

Durata: 60 minuti

Ingredienti per 4 persone:

Brodo vegetale q.b.

Burro 70 gr

2 Melagrane

Olio extravergine di oliva 4 cucchiai

Porri 200 gr

Riso carnaroli 400 gr

Vino rosè 1 bicchiere

Preparazione

Per preparare il risotto alla melagrana con crema di porro, cominciate sgranando le melagrane: con un coltellino incidetele e prelevatene i chicchi, che terrete da parte.

Per la preparazione del risotto alla melagrana con crema di porri, bisogna innanzitutto che affettiate grossolanamente i porri e li facciate cuocere a fuoco non molto alto con 50 grammi di  burro, all’occorrenza se tendessero ad asciugare troppo, aggiungete del brodo vegetale caldo. Quando si saranno inteneriti passate il tutto al frullatore o al mixer per ottenere una crema uniforme.

Nel frattempo fate tostare il riso nell’olio e poi sfumatelo con il vino rosè. Quando il vino sarà evaporato, aggiungete la crema di porri, continuando la cottura e aggiungendo, ogni qualvolta serva, un mestolino di brodo vegetale e mescolate con un cucchiaio di legno.

Passate i chicchi delle melagrana nel passaverdura a maglia fine, lasciandone da parte 4 cucchiai interi per guarnire il risotto al termine della cottura; otterrete un liquido rosato che aggiungerete al riso  a metà cottura. Quando il riso sarà cotto, aggiustate di sale, pepe e mantecate con il resto del burro (20 gr), poi aggiungete nel riso metà dei  chicchi tenuti da parte e amalgamate bene; usate l’altra metà per guarnire i piatti da portata.

Servite immediatamente.

Il risotto alla melagrana e crema di porri, è un primo piatto raffinato, dal sapore delicatamente dolce, poiché il riso è cotto nel succo di melagrana.

I chicchi interi, invece verranno amalgamati nel risotto a fine cottura, ma al contrario di quanto si possa pensare, gli ossicini in essi contenuti, non disturberanno affatto il palato, ma sprigioneranno tutto il loro sapore, e renderanno il risotto alla melagrana e crema di porri davvero particolare e gustosa.

Buon appetito!

Fabio Chiarini

Profiteroles al cioccolato

Profiteroles al cioccolato

Difficoltà: media

Tempo: 1 ora (più il tempo per il raffreddamento)

Ingredienti per 6 persone

Per la preparazione dei bignè:

150 g   di farina

80 g    di burro

4   uova

1   bicchiere d’acqua

1   cucchiaio di zucchero

sale

Per la farcitura:

250 g   di cioccolato fondente

50 cl di  panna montata

¼ di bicchiere di latte

2   cucchiai di zucchero a velo

Preparazione

Portate a ebollizione un bicchiere d’acqua con il burro, un cucchiaio di zucchero e un pizzico di sale. Abbassate la fiamma e versatevi la farina continuando a mescolare per 3-4 minuti. Toglietelo dal fuoco e lasciatelo raffreddare. Successivamente unitevi le uova e mescolate fino ad ottenere un composto cremoso. Prendete una teglia e imburratela (in alternativa usate la carta da forno) e con l’aiuto di una tasca da pasticcere, o di un cucchiaino, formate delle piccole montagne con il composto appena ottenuto. Mettete in forno a 180º per circa 20 minuti.

Una volta cotti lasciateli raffreddare.  Successivamente toglieteli dalla teglia e createvi un piccolo foro. Unite la panna con lo zucchero a velo e, utilizzando una tasca da pasticcere riempite i bignè. (Se non avete a disposizione la tasca potete tagliare la sommità del bignè e inserire la panna con un cucchiaino).

Sciogliete il cioccolato a bagno maria e aggiungetevi il latte. Una volta ottenuto un composto semi-liquido immergetevi i bignè ad uno ad uno e disponeteli su un vassoio: partendo dalla base aggiungete vari strati fino ad ottenere una piramide. Versate il cioccolato rimanente sulla piramide ottenuta dopodiché mettete in frigo i vostri prifiteroles per circa due ore. Prima di servire guarnite con dei ciuffetti di panna montata.

Per rendere il dolce più delicato potete eseguire la ricetta  sostituendo il cioccolato fondente con il cioccolato bianco.

(Marta Cucchiaro)