Specialità Culinarie

I centrifugati detox ideali per l’estate

Posted on Updated on

centrifughe-fruttaInnanzitutto si può iniziare con lo spiegare il significato di Detox, letteralmente si può tradurre con disintossicante, infatti grazie a questi “succhi verdi” è possibile ripulire l’organismo da tossine portate dal cibo spazzatura, ormai comune nella vita di tutti i giorni, e reintegrare vitamine e sali minerali indispensabili per il corpo. E’ possibile produrre questi centrifugati in casa con qualsiasi tipo di frutta o verdura senza sprecarne neanche un po’.

I centrifugati a differenza dei frullati, non includono la presenza di fibre poiché rimane esclusa la “polpa” che le contiene, quest’ultima è possibile riutilizzarla in svariate ricette. Nessuno vieta di assumere anche, a giorni alterni, dei frullati e delle centrifughe in modo tale da assumere nuovamente le fibre escluse dai secondi.

Il vantaggio dei centrifugati è che permettono al corpo di assumere immediatamente le vitamine, senza appesantire la digestione, e sono preferibili a bevande molto zuccherate o ai classici succhi di frutta reperibili in qualsiasi supermercato.

Se si vuole iniziare una “dieta detox” non basta bere queste centrifughe ma è necessario, ovviamente, rivolgersi ad un professionista del settore che indicherà l’alimentazione più indicata. Tali centrifughe non sono solamente indicate a chi vuole iniziare questa dieta, poiché essendo piene di preziose vitamine e sali minerali, possono essere assunte da chiunque specialmente nel periodo primaverile e quello estivo.

Ecco alcune ricette che potranno tornare utili in questo periodo:

1. Centrifugato di carote e prezzemolo

Ingredienti:
2 carote
1 mazzo di prezzemolo fresco
1 mela
1 gambo di sedano

Queste verdure aiutano a liberare tutto l’organismo dalle tossine in eccesso e aiutano a recuperare le energie perse, la clorofilla presente nel prezzemolo aiuta l’ossigenazione del sangue. In questo particolare centrifugato è presente una gran quantità di vitamina C, calcio, ferro e potassio.

2.Centrifugato di kiwi e arance

Ingredienti:
3 kiwi
2 arance

Questi due frutti abbondano di vitamina C, quindi il centrifugato permetterà al corpo di assumere vitamina K e potassio presenti nel kiwi e nelle arance. La ricetta è consigliata per la riduzione del colesterolo in eccesso, per aumentare la quantità di ferro ed in fine ripulire l’organismo.

3. Centrifugato di pomodoro e mela

Ingredienti:
1 pomodoro
1 mela
1 cetriolo

Questo è un tipo di succo adatto al periodo estivo, in quanto gli stessi ingredienti sono frutti di stagione, ed è particolarmente raccomandato per la depurazione e la disintossicazione del corpo.

4. Centrifugato di carota e mela

Ingredienti:
1 mela
2 carote
1 sedano

In questo centrifugato si possono trovare le vitamine di entrambi gli ingredienti, unite con il potere depurante del sedano, oltre il solo gambo è possibile inserire delle foglie di quest’ultimo per arricchirne il sapore.

5. Centrifugato di spinaci ed ananas

Ingredienti:
5 fette di ananas
1 mazzo di spinaci
2 mele verdi
1 pugno di foglie di cavolo
4 foglie di menta

L’ananas permette all’organismo di depurarsi e disintossicarsi dalle tossine arricchendo il succo di molte vitamine che, abbinate con gli altri ingredienti, sono un’ottima bevanda estiva. Utilizzare solo l’ananas fresco poiché in quello sciroppato è presente un’elevata quantità di zuccheri.

La dieta del gelato: funziona davvero?

Posted on Updated on

mangiare-il-gelato-e1370166161858Estate, giornate afose e sole cocente: cosa c’è di meglio di un buon gelato? Se anche voi siete alle prese con una voglia irrefrenabile di gelato ma avete paura che un consumo eccessivo possa compromettere la vostra forma fisica, dovrete, senza alcun dubbio, ricredervi. L’idea che il gelato sia un alimento iper-calorico e, dunque, da evitare per non trovarsi a fare i conti con qualche taglia di troppo è solo un ricordo. Secondo recenti studi, infatti, proprio il gelato sarebbe un valido alleato delle diete estive. Ma come riuscire a dimagrire mangiando gelati?

Per prima cosa, è necessario tenere presente che il gelato non è affatto un alimento da bandire nelle diete. Addirittura, alcuni nutrizionisti consentono uno strappo alla regola proprio con il gelato magari consumandolo in sostituzione ad un pasto. Il gelato, infatti, è ricco di proteine e zuccheri in dosi decisamente equilibrate e, quindi, se consumato in maniera corretta, favorisce un sano e duraturo dimagrimento.

Il segreto della dieta a base di gelato è da ricercare nelle dosi: mangiare troppo gelato, ovviamente, equivale ad ingerire un numero eccessivo di calorie. In ogni caso, chi intraprende una dieta a base di gelato deve essere consapevole del fatto che sono da preferire i gelati alla frutta piuttosto che quelli alla crema che, nella maggior parte dei casi, tra gli ingredienti contengono uova e panna. Al contrario, i gelati a base di frutta contengono solo una bassa quantità di latte e, quindi, hanno un apporto calorico decisamente accettabile.

Un consiglio di cui tenere conto riguarda il fatto che, per la dieta, sono da preferire i gelati confezionati che, in alcuni casi, possono contenere meno calorie. L’apporto calorico previsto dalla dieta del gelato non deve superare, comunque, le 1300 calorie giornaliere ed è necessario tenere a mente che essa non può essere protratta per più di sette giorni nei quali è possibile perdere fino a 5 kg. Tale dieta, se intervallata con altri regimi alimentari, può essere effettuata più volte durante l’estate considerando, però, che, nel caso in cui l’apporto calorico giornaliero non sia sufficiente per espletare tutti gli impegni quotidiani, è opportuno effettuare eventuali integrazioni.

Buono, fresco e gustoso: il gelato è indiscutibilmente sinonimo di estate. Sapere, poi, che, mangiando gelati, è addirittura possibile perdere peso, è un incentivo in più a gustare uno degli alimenti più amati da grandi e piccini. Che sia al gusto limone, fragola, melone o anguria, quindi, il gelato sembra essere il più valido alleato per combattere il caldo torrido di questa estate 2015. Non resta, pertanto, che provare questa gustosissima dieta e verificarne i risultati.

Cosa non perdere all’Expo Milano

Posted on Updated on

expo-milano-2015L’esposizione universale 2015 è incentrata sul tema del cibo, e vede la partecipazione di ben 137 paesi; la circostanza che la città organizzatrice dell’EXPO 2015 sia proprio Milano ha invogliato molti italiani a visitare l’epocale esposizione, ma bisogna dire che lo spazio espositivo è talmente grande che è praticamente impossibile vedere tutto ciò che offre nell’arco di una sola giornata; consigliamo quindi di visitare l’EXPO in due diversi giorni, se possibile, e vi forniamo una lista di attrazioni a nostro avviso davvero imperdibili.
Una sorpresa arriva dal Padiglione Corea Del Sud, con la sua elegante e futuristica struttura bianca. Davanti al padiglione sudcoreano la coda è sempre piuttosto lunga, ma vale certamente la pena pazientare per poter assistere ad un perfetto connubio tra tradizione e tecnologia. Nella prima sala del padiglione sono scritti a penna sul muro i nomi di migliaia di piatti tipici provenienti da tutto il mondo, ed ogni visitatore è libero di aggiungere un nome all’elenco, mentre nelle sale successive vengono affrontati i temi della scarsità di cibo, dell’eccessivo utilizzo di alimenti in scatola, e dell’obesità, il tutto condito dalla presenza di simpatici robot.
Da non perdere anche il Padiglione Giappone, situato alla fine del decumano e letteralmente preso d’assalto dai visitatori. Al suo interno sono ricreati gli ambienti tipici delle risaie nipponiche e vengono illustrati i principali prodotti dell’agricoltura giapponese, così come molte delle tradizioni del ‘paese del sol levante’. Al termine del percorso viene invece mostrato un ipotetico ristorante del futuro, con tanto di simpaticissimo robot-cameriere, mentre se si vuole cogliere l’occasione per gustare la cucina giapponese si può prendere posto in uno dei ristoranti che propongono, oltre al ‘solito’ sushi, anche squisite (e costosissime) ricette tradizionali.
Apprezzabile poi il Padiglione Germania, incentrato sui problemi della salvaguardia della biodiversità nelle aree urbane, del riutilizzo delle biomasse domestiche e degli sprechi alimentari; al termine del percorso si esibisce il duo “Bee J”, che vuole raccontare in modo divertente il mondo delle api.
Nel Padiglione USA viene raccontata la storia dell’agricoltura americana e della sua cucina, spesso associata, forse ingiustamente, al cosiddetto ‘cibo spazzatura'; ma all’interno del padiglione è anche sollevata la questione dell’aumento della popolazione mondiale, e la conseguente necessità di nutrire sempre più persone. Il padiglione dispone poi di una sorta di ‘orto verticale’ dal quale si trae un raccolto quotidiano e di un’apprezzatissima terrazza panoramica.
Un po’ deludente invece il nostro Padiglione Italia, che nel complesso risulta un po’ scontato e forse addirittura “spaccone”; apprezzabile comunque l’area dedicata al vino nostrano, nella quale ne è raccontata la storia ed è offerta la possibilità di degustazione. Per nulla riuscita invece la provocazione “un mondo senza Italia”, che vuole mostrare un ipotetico mondo privo dei prodotti italiani ma che risulta quasi patetica; imperdonabile l’assenza all’interno degli spazi riservati al nostro paese di sufficienti testimonianze della nostra ricchissima storia e della nostra architettura, paradossalmente riscontrabili invece all’interno di padiglioni stranieri.

Ritorna la mostra del tartufo bianco con la sua 49° edizione

Posted on

Si terrà come ogni anno nella città di Sant’Angelo in Vado, in provincia di Pesaro Urbino, la 49° edizione del tartufo bianco.

L’evento si terrà i fine settimana che vanno dal 13 ottobre al 4 novembre 2012, con ingresso gratuito.

L’evento si svolgerà per le vie del centro storico e delle piazze di Sant’Angelo in Vado, che per l’occasione diventerà un palcoscenico su cui prenderà vita la manifestazione.

Tutti i partecipanti potranno assaporare e degustare il pregiatissimo tartufo bianco e tanti altri prodotti DOC e DOP della tradizionale cucina gastronomica dell’Alta Valle del Metauro.

In questa occasione, oltre che a gustare il tartufo, sarà possibile visitare la Domus del Mito, ed il complesso di Santa Maria extra muros.

Questo tipo di tartufo è molto pregiato e costoso, il suo prezzo può arrivare a toccare i 3500€ al kg.

Calogero Vignera  

Torta con amido di mais

Posted on

Difficoltà: Bassa – Tempo: 60 minuti

Ingredienti

180 gr di amido di mais

180 gr di zucchero

6 uova

1 bustina di lievito vanigliato

Un pizzico di sale

Zucchero a velo

Preparazione

Separare gli albumi dai tuorli in due pirofile. Montare con l’aiuto di uno sbattitore elettrico gli albumi, aggiungendovi prima un pizzico di sale. Montare successivamente i tuorli, con l’aggiunta dello zucchero. Aggiungere ai tuorli gli albumi (che avevamo precedentemente montato) e l’amido, aiutandosi con un cucchiaio, a piccole dosi alternativamente. Continuare a montare il composto per circa 5 minuti. Aggiungere infine il lievito vanigliato e continuare a montare per altri 2 minuti. Versare il composto in una teglia, precedentemente imburrata e infarinata. Cuocere in forno preriscaldato a 180°, per 40 minuti. A cottura ultimata lasciare riposare il dolce nel forno spento per circa 10 minuti.

Servire con zucchero a velo.

Consigli: è possibile farcire la torta con della crema o panna, a proprio piacimento.

(Arcadia Russo)

Torta bicolore al cioccolato

Posted on

Ingredienti

350 gr di farina ‘00

250 gr di zucchero

3 uova

200 gr di burro (100 gr in versione light)

2 bicchieri di latte (scremato in versione light)

Scorza grattugiata di ½ limone

1 busta di vanillina

1 busta di lievito per dolci

4 cucchiai di cacao amaro

1 cucchiaio di zucchero

Zucchero a velo

Preparazione

In una pirofila a sponde alte, aggiungere le uova intere, lo zucchero, la scorza di limone grattugiata, il burro (a temperatura ambiente), la vanillina. Montare con uno sbattitore elettrico (per circa 5 minuti), fino all’ottenimento di un colore spumeggiante. Continuare a montare, aggiungendo alternativamente la farina e il latte, con l’aiuto di un cucchiaio. Aggiungere infine il lievito (precedentemente miscelato in un bicchiere riempito per metà con il latte).

Versare i 3/4 del composto in una teglia, precedentemente imburrata e infarinata.

Aggiungere al composto rimasto nella pirofila 4 cucchiai di cacao amaro, un cucchiaio di zucchero e una spruzzata di latte. Montare con lo sbattitore elettrico (per circa 2 minuti).

Disporre quest’ultimo composto ottenuto nella teglia dove precedentemente avevamo versato i 3/4 del composto bianco, con l’aiuto di un cucchiaio. Con una forchetta praticare dei cerchi in superficie per rendere più omogeneo il composto.

Infornare per 45 minuti, in forno preriscaldato a 180° (si consiglia di mettere il ripiano della teglia circa a metà del forno).

Dopo la cottura, aggiungere lo zucchero a velo. (Si può sostituire lo zucchero a velo con scaglie di cioccolato bianco o cocco in polvere)

Tempo di preparazione: 15 minuti

Tempo di cottura: 45 minuti

Difficoltà: media

(Arcadia Russo)

Culinaria, manifestazione per l’Identità delle tradizioni agricole nel Lazio

Posted on Updated on

“Il gusto dell’identità è quello dei prodotti del Lazio: produzioni genuine di prim’ordine, di cui vogliamo incentivare il consumo consapevole sulle tavole dei romani e dei cittadini della regione. E manifestazioni come Culinaria, che quest’anno propone un riuscitissimo connubio fra l’agroalimentare e il mondo della nautica, rappresentano occasioni speciali per veicolare al meglio la conoscenza delle nostre eccellenze e la tipicità garantita di un comparto che ha numeri da vendere.”

L’ha dichiarato il Commissario straordinario ARSIAL, Erder Mazzocchi, intervenendo alla presentazione della manifestazione Culinaria svoltasi all’Enoteca regionale Palatium di Via Frattina.

“Abbiamo la pretesa di rilanciare un sistema agroalimentare di qualità che rafforzi sempre più la produzione del territorio e sia in grado di puntare con decisione i riflettori sulla sicurezza alimentare. Culinaria offre a quanti la visiteranno la chance di comprendere la tradizione del Lazio agricolo. Assaggiando pietanze regionali, realizzate da sapienti maestri del gusto, ci si potrà soffermare sul senso e la validità di un’agricoltura garantita made in Lazio, leitmotiv delle politiche messe in campo dall’amministrazione Polverini in tema agroalimentare: quella che trova nei marchi di certificazione la sua assicurazione sulla qualità”.

Fabio Chiarini

Biscotti di San Valentino

Posted on Updated on

Difficoltà:Facilissima

Durata:30-40 minuti più mezz’ora per lasciar riposare la pasta

Ingredienti

Per i biscotti:

Burro 125 gr

Farina 250 gr

Lievito chimico in polvere per dolci 6 gr

buccia grattuggiata di 1/2 limone

1 Uovo

Vanillina 1 bustina

Zucchero 100 gr

Per il ripieno:

Marmellata di fragole q.b.

Per spolverizzare:

Zucchero al velo q.b.

Preparazione:

Togliete il burro dal frigorifero un’ora prima della lavorazione, tagliatelo a pezzetti e lasciatelo ammorbidire a temperatura ambiente.

Disponete la farina su di un piano di lavoro, e nel centro metteteci il burro e tutti gli altri ingredienti; lavorate molto bene tutto l’insieme fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Avvolgetelo in una pellicola e lasciatelo riposare per almeno mezz’ora in un luogo fresco.

Con il matterello tirate una sfoglia non più alta di ½ cm e, con lo stampo a forma di cuore ricavate un numero pari di sagome, non dimenticate che ve ne serviranno due per formare un biscotto. A questo punto, su metà dei cuori ottenuti, fate delle incisioni con uno stampo, sempre a forma di cuore ma di misura più piccola; disponete quindi tutti i cuori su di una teglia foderata con carta forno, ed infornateli a 180° per circa 15-20 minuti.

I biscotti non dovranno scurirsi, ma solo colorirsi lievemente; quando saranno cotti, e ancora caldi, mettete sopra la sagoma non incisa della marmellata di fragola, e sovrapponetevi la sagoma incisa. I biscotti così ottenuti dovranno essere spolverizzati con lo zucchero al velo.

Buon San Valentino!

Fabio Chiarini

Il giro d’Italia in 21 ricette: Piemonte

Posted on Updated on

Continuiamo il nostro tour nei sapori della cucina italiana, visitando il Piemonte con la ricetta del: Brasato al Barolo.

Il Brasato al Barolo è una specialità tipica della cucina piemontese, tanto gustoso quanto laborioso da preparare.

E’ uno dei piatti più rappresentativi della tradizione culinaria di questa regione in quanto utilizza il Barolo, vino tipico del Piemonte, e la carne bovina locale, il fillone, allevata seguendo criteri molto particolari.

Non si sa con sicurezza l’origine di questo piatto, a parte il fatto che  il metodo della cottura del brasato, era già conosciuto nell’antichità.

L’aggiunta successiva del Barolo ha sicuramente dato alla ricetta un tocco in più, il gusto ed il profumo di questo vino ha avuto il merito di far annoverare, il Brasato al Barolo, tra le specialità più apprezzate e conosciute della cucina italiana anche all’estero.

Ed ora vediamo insieme come si prepara.

Ingredienti:

1 spicchio d’aglio, 2 foglie di alloro, 2 carote, 4 grani di pepe, 3 chiodi di garofano, 1 rametto di rosmarino, 1 cipolla, sale q.b., 1 pezzetto di cannella, 1 kg di carne bovina (vena o cappello di prete), 3 o 4 cucchiai d’olio, 2 costole di sedano, 1 bottiglia di Barolo.

Preparazione:

La prima cosa da fare nella preparazione del brasato al Barolo è fare marinare la carne: prendete il trancio di carne, asciugatela dall’eventuale residuo di sangue e ponetela in una capiente terrina.

Mondate le verdure e tagliatele tutte a cubotti e trasferite nella terrina con la carne e le spezie, aggiungete il Barolo, coprite con pellicola per alimenti e lasciate marinare il tutto per 12 ore in un posto fresco.

Trascorse le 12 ore, prelevate la carne dalla marinata e ponetela su un tagliere e asciugatela delicatamente con della carta da cucina.
Fate fondere in una casseruola il burro insieme all’olio e fate rosolare la carne per circa 5 minuti per lato, fino ad ottenere la crosticina tipica degli arrosti.

A questo punto, prelevate le verdure e le spezie dalla marinata e aggiungetele alla carne in cottura.
Fate cuocere le verdure con la carne per circa 15 minuti in modo che inizino ad intenerire,  a questo punto salate.

Procedete ora a versare anche la marinata (eventualmente riscaldata qualche minuto in microonde) alla carne e alle verdure, coprite con un coperchio e fate sobbollire per almeno 2 ore a fuoco dolce.

Una volta brasata la carne, toglietela dalla casseruola e mantenetela in caldo mentre preparate il sughetto che la accompagnerà.

Passate tutte le verdure insieme al vino con un mixer ad immersione e rimettete il sugo ottenuto sul fuoco per farlo addensare.
Regolatelo di sale e portate il tutto a bollore per qualche minuto, quindi ancora caldo versatelo sul brasato affettato…ed ecco pronto il vostro brasato al Barolo.

Accompagnatelo con del purè di patate o con della polenta e sarà un sostanzioso ed equilibrato piatto unico.

Se invece di mettervi ai fornelli preferite conoscere i sapori della cucina piemontese direttamente sul posto, vi segnaliamo alcuni ristoranti tipici nei quali potrete gustare un ottimo Brasato al Barolo e non solo:

-Ristorante Pizzeria Nuova Cernaia

Piazza Annunziata, 12

10078 – Venaria Reale (TO)

- L’Hosteria dé Ferrari

Via Cavour 3/5

Frascaro (AL)

La prossima regione che visiteremo sarà la Val d’Aosta.

Chiunque avesse da segnalare una ricetta tipica della cucina valdostana, potrà contattarci alla mail:

simona.vogliosapere@gmail.com

(Simona Renzi)

Il giro d’Italia in 21 ricette: Liguria

Posted on Updated on

Per conoscere bene un Paese bisogna prima conoscere i sapori e le tradizioni culinarie.

E’ per questo che noi di “Vogliosapere” abbiamo deciso di accompagnarvi alla scoperta della nostra  bella Italia, in un tour che passerà nel piatto di ogni regione italiana, da nord a sud, presentandovi ogni settimana una ricetta tipica.

Preparate forchetta e cucchiaio…si parte!!!

La prima regione che visiteremo sarà la Liguria con la ricetta del:

Pesto alla genovese

Ingredienti per condire 600 gr di pasta

Basilico – 50 grammi di foglioline di basilico.

Olio extravergine di oliva – ½ bicchiere

Formaggio grattugiato – 6 cucchiai da cucina di Parmigiano Reggiano e 2 di Pecorino

Aglio
– 2 spicchi

Pinoli – 1 cucchiaio da cucina

Noci (facoltative, in sostituzione ai pinoli)

Sale grosso – qualche grano

Preparazione

Per fare il vero Pesto genovese occorrono un mortaio di marmo ed un pestello di legno.

La prima ricetta scritta del pesto che conosciamo, risale alla metà dell’ottocento e da allora, salvo sbrigative profanazioni nella tecnica d’esecuzione, non è cambiata.

Per prima cosa bisogna lavare in acqua fredda il basilico, naturalmente genovese, e poi metterlo ad asciugare su un canovaccio.

Nel frattempo si deve pestare nel mortaio uno spicchio d’aglio ogni trenta foglie di basilico.

L’aglio deve essere dolce, non deve prevalere pur facendosi sentire nel sottofondo…insomma non può mancare!

Non deve mancare neppure il sale grosso, aggiungetene qualche grano.

A questo punto, vanno aggiunte le foglioline di basilico.

Si inizia a pestarle nel mortaio con un movimento rotatorio e prolungato.

Ricordatevi che gli oli essenziali del basilico sono conservati nelle venuzze delle sue foglie e che per ottenere il miglior gusto, bisogna non pestare gravemente ma ruotare leggermente il pestello in modo da stracciare, non tranciare, le foglioline.

Quando il basilico stillerà un liquido verde brillante sarà il momento di aggiungere i pinoli, una manciata.

Completerete il composto con il parmigiano reggiano, il pecorino ed alla fine l’olio extravergine d’oliva.

Un’ultima raccomandazione:
la lavorazione deve avvenire a temperatura ambiente e deve terminare nel minor tempo possibile per evitare problemi di ossidazione.

A questo punto il pesto è pronto e può essere utilizzato per condire le troffie, le trofiette, le trenette e può essere aggiunto per dare gusto al minestrone di verdure.

Oggi, nell’era della fretta, per fare il pesto si usa anche il frullatore, ma la migliore soluzione è sempre quella… “all’antica” !!!

La prossima regione che visiteremo sarà il Piemonte.

Chiunque avesse da segnalare una ricetta tipica della cucina piemontese potrà contattarci alla mail:

simona.vogliosapere@gmail.com

(Simona Renzi)