VoglioSapere ricorda l’attore palermitano Enzo Andronico

enzo2Voglio Sapere oggi ricorda l’attore palermitano Enzo Andronico, a 14 anni dalla sua scomparsa.

Attore principalmente comico, nel 1944 fonda insieme all’amico di sempre Ciccio Ingrassia, e ad un altro comico di nome Ciampolo il “Trio Sgambetta”, che in quegli anni inizia a muovere i primi passi nell’avanspettacolo.

Il salto nel cinema avviene nel 1953, dove debutta nel film “I vitelloni” di Federico Fellini. Dopo enzoquesta partecipazione nasce il lungo sodalizio insieme al duo Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, e da quel momento sarà presente in quasi tutti i loro film.

Nella sua lunga carriera sono molte altre le sue partecipazioni in film comici, accanto ad attori come: Lino Banfi, Tomas Milian, Renato Pozzetto, Carlo Verdone, Nino Manfredi e moltissimi altri.

Il suo ultimo film è stato “Andata e Ritorno” nel 2002. Nello stesso anno muore a Palermo a 78 anni per cause naturali, proprio dopo aver terminato le riprese del suo ultimo film.

VoglioSapere ha contattato il nipote Paolo Andronico, figlio di Aldo Andronico fratello di Enzo, che ci ha rilasciato questa intervista:

Grazie Paolo per averci concesso questa intervista. Che persona era tuo zio Enzo al di fuori dei set cinematografici?

Una persona solare socievole e sempre disponibile con tutti.

Quali erano i suoi hobbies e le sue passioni quando era a casa con la famiglia?

I suoi hobbies erano gioco di carte vedere, film, tv ed andare allo stadio.

Con gli amici Franco Franchi e Ciccio Ingrassia era amicizia vera o solo un rapporto di lavoro come gli altri?

Era molto amico da sempre con i due fin da molto giovane, erano amici di famiglia.

Che ricordi hai di tuo zio Enzo Andronico?

Che era una grande persona.

Alle sue spalle più di 100 film. Aveva un film in particolare a cui era legato?

Si, il film  “Italian secret service” con Nino Manfredi.

Tuo zio aveva ed ha ancora moltissimi fan. Per chi volesse portare un fiore sulla sua tomba dove si deve recare?

Zio riposa al cimitero Santo Spirito di Palermo.

Grazie a Paolo per questa intervista in memoria di un brillante attore indimenticabile.

VoglioSapere ricorda l’attrice Annabella Schiavone

ann1Oggi VoglioSapere ricorda l’attrice Annabella Schiavone, attrice del cinema italiano con alle spalle più di 20 film, tanto teatro e tv.

Annabella Schiavone nata a Salerno il 20 Gennaio 1933, è stata una delle attrici più presenti in molte commedie all’italiana degli anni 80’- 90’, oggi divenute dei cult per gli appassionati del genere.

Inizia la sua carriera nel teatro al fianco di Eduardo De Filippo nel 1957 con la commedia “De Pretore Vincenzo”.

Il picco della sua notorietà inizia negli anni 80’ con moltissimi film comici ann2come: “Vieni avanti cretino”, “Sapore di mare”, “7 chili in 7 giorni”, “Il piccolo diavolo” accanto a Roberto Benigni e Walter Matthau.

Nella sua carriera anche tanti successi televisivi come la fortunata serie “I ragazzi della 3 C” dove interpreta la parte della Signora Zampetti.

La sua fortunata carriera continua fino al 1990, quando a soli 57 anni, il 26 settembre, muore a Roma in seguito ad un cancro al seno.

In Esclusiva abbiamo intervistato la cugina Antonella Schiavone:

Signora Antonella, che persona era sua cugina Annabella fuori dal set
cinematografico? 

Annabella Schiavone, al di fuori del set cinematografico, era una persona divertente e spassosa, ma allo stesso tempo severa e determinata: dirigeva una compagnia teatrale denominata “Compagnia di prosa Maria Melato”, insieme a sua madre, l’attrice di teatro Tina Trapassi. Io da bambina andavo spesso con mio padre, l’attore Mimmo Schiavone, a vedere le prove degli spettacoli in allestimento e mi divertivo molto. Anche mia sorella Nunzia ha recitato nella compagnia di Annabella e poi è ‘toccato’ anche a me, all’età di otto anni.

Screenshot_2016-01-12-09-05-39Annabella era legata ad un film in particolare?

Non saprei dire quale fosse il film a cui Annabella era particolarmente legata. Mi ricordo che raccontava quanto fosse stato entusiasmante girare la scena dell’indemoniata con Walter Matthau ne “Il piccolo diavolo” di Roberto Benigni. Ma ricordiamo che Annabella ha recitato al fianco di tanti altri bravi attori tra cui Ugo Tognazzi, Renato Pozzetto, Carlo Verdone, ecc., e a teatro nella compagnia di Eduardo De Filippo.

Sua cugina è stata sposata ed aveva dei figli?

Annabella è stata sposata, ma non ha avuto figli.

Quali erano le sue più grandi passioni nella vita privata?

La sua più grande passione era il TEATRO. Annabella, infatti, nasce come attrice di teatro e anche quando iniziò la carriera cinematografica, non smise mai di recitare nella sua compagnia teatrale e di dirigere, come regista, gli spettacoli. Altra grande sua passione era il cibo: ricordo con molto piacere e con sincero divertimento le serate organizzate a casa sua e della madre Tina, dopo le prove degli spettacoli, o quelle trascorse nei ristoranti dopo le messinscene. Era un continuo discorrere di teatro, intervallando il tutto con spaghettate e lunghe cene a base di pesce e buon vino! L’atmosfera era allegra: in compagnia vi erano molti giovani, i quali successivamente, ed ancora oggi, hanno scelto di vivere di teatro, facendo di esso il proprio mestiere.

Anche lei ha seguito le orme di sua cugina Annabella. Si è ispirata a lei? 

Anche io sono un’attrice di teatro, come anche mia sorella Nunzia e nostro padre Mimmo. Mi sono laureata al DAMS di Roma e ho vissuto molti anni nella capitale. In verità tutto nasce da molto prima, però, dagli anni quaranta, circa, durante i quali il padre di Annabella e il padre di Mimmo, fratelli, fondarono un’associazione di teatro, la prima a Salerno. Di lì il cammino è stato segnato un po’ per tutti noi, compresa Annabella!

Anche io prediligo i ruoli da caratterista, per cui potrei affermare che sì, mi sono ispirata ad Annabella, ed anche ad altre attrici partenopee.

So che lei insieme a sua cugina Nunzia avete un Associazione che avete intitolato alla memoria di Annabella. Quali sono le vostre attività?

Nel 1991 mio padre fondò l’Associazione culturale “Compagnia di prosa Annabella Schiavone”, dedicata per l’appunto alla cugina, assieme a mia sorella Nunzia e ad Alessandro Fiordelisi. L’Associazione riprende vita nel 2005, a Roma, città che ha sempre amato e ricordato Annabella. Lì abbiamo messo in scena numerosi spettacoli, ricordando sempre nostra cugina. A tutt’oggi l’Associazione esiste e resiste, a Salerno e con nuovi soci all’interno del proprio organico, ma purtroppo risente del momento difficile in cui stiamo vivendo, per cui le attività sono notevolmente ridotte.

Dove possono portare un fiore i fan di Annabella che ancora oggi non la dimenticano?

Annabella Schiavone è seppellita, insieme alla madre, nel cimitero di Salerno, sua città natale.

Grazie ad Antonella Schiavone per questo bellissimo ricordo della cugina, un ricordo speciale di una bravissima Attrice e Caratterista del nostro cinema italiano.

Calogero Vignera

Voglio Sapere intervista in esclusiva l’attore George Hilton

ghVoglio Sapere oggi ha il piacere di intervistare il grandissimo attore del cinema italiano, George Hilton.

George Hilton, è nato in Uruguay e cresciuto con la famiglia in Inghilterra. Il suo volto è noto sopratutto per i film Spaghetti Western.

Alle sue spalle ha più di 100 film, che oggi sono diventati dei cult come: “I due figli di Ringo“, “Il tempo degli avvoltoi“, “Lo strano vizio della signora Wardh“, “Torino Violenta“, fino al più recente “Natale in Crociera“.

Qui di seguito la nostra intervista all’attore:

George Hilton, bravissimo attore del cinema italiano. Quando e dove inizia la sua carriera da attore?

Inizio la mia carriera quando avevo 17 anni nel teatro e nella radio del mio paese Montevideo Uruguay.

Nel 1965 ottiene una parte nel film Il Corsaro nero nell’isola del tesoro, da li a poco la tua carriera in Italia non si è più fermata. Quale è la formula del suo George_Hilton_-_Testa_t'ammazzo_croce_sei_mortosuccesso?

La formula del mio successo é che avevo una preparazione teatrale, non ero un improvvisato, e quando il regista Lucio Fulci mi chiamò per fare:”Le colt cantarono la morte e fu…Tempo di massacro” nel difficile ruolo del fratello alcolizzato di Franco Nero otteni un successo internazionale di critica e pubblico e da quel momento ho fatto da protagonista in sei film all’anno.

Lei ha lavorato anche con gli attori Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Che ricordi ha di questi due attori indimenticabili?

Ho avuto l’onore di lavorare con grandi attori tra cui i premi Oscar Ernest Borgnine, Van Heflin, Carrol Baker e con gli italiani Gigi Proietti, Enrico Maria Salerno, Salvo Randone, Klaus Kinski e pure Franco Franchi e Ciccio Ingrassia che ricordo con stima e ammirazione.

Lei ha svolto tanti ruoli: Da attore serio in film drammatici ad attore comico in film commedia come “Abbronzatissimi” e “Natale in Crociera”. Qual è il suo genere preferito?

Il mio genere preferito è la commedia, malgrado abbia fatto tanti western e gialli sopratutto con la splendida Edwige Fenech diretti da Sergio Martino ed altri. Mio western preferito oltre a “Tempo di Massacre“, “Ognuno per sè” del grande regista Giorgio Capitani, e i gialli “La coda dello scorpione” di Sergio Martino e “Mio caro assassino” di Tonino Valerii.

gh2George Hilton cosa ama guardare in tv e al cinema?

In Tv vedo sopratutto il calcio ed i talk show.

Quali sono i suoi progetti futuri?

Ho finito adesso a Torino “La promessa del sicario” e farò con la stessa produzione ed il regista Max Ferro un film sui Vampiri.

Vuole mandare un saluto speciale a tutti i suoi fan che la seguono?

Un affettuoso saluto a tutti i miei fans che mi scrivono in continuazione su facebook, parole bellissime che mi rendono molto felice.

Grazie al grande George Hilton per la sua disponibilità, e la sua immensa professionalità che lo contradistingue nel cinema.

Calogero Vignera

Voglio Sapere intervista in esclusiva il regista Sergio Martino

FOTO-FIRMATAVoglio Sapere intervista in esclusiva il grande regista cinematografico italiano Sergio Martino.

Insieme a lui ripercorreremo la sua vita, e la sua carriera di regista nel cinema italiano dagli anni 80 ad oggi.

Sergio Martino, anno 1938, è nipote del regista Gennaro Righelli e fratello del produttore Luciano Martino.

Tra i suoi grandi successi oggi dei cult troviamo: “Milano trema: la polizia vuole giustizia” del 1973, “Giovannona coscialunga, disonorata con onore” del 1973, “L’allenatore nel pallone” del 1984, “Zucchero, miele e peperoncino” del 1980, etc.

Qui di seguito l’intervista:

Grazie per averci concesso un ‘intervista. Dove e quando inizia la sua carriera di regista?

E’ una domanda a cui ho risposto già molte volte. Mio nonno materno è Gennaro Righelli, il regista del primo film italiano sonoro 1930, da lì la storia è nota.

Lei nel 1970 lancia nel cinema l’attrice Edwige Fenech, nel suo primo film dal titolo “Lo strano 29209_1395313616230_5548460_nvizio della signora Wardt”. Che ricordi ha di quel film?

Non era il suo primo film. Era il suo primo film thriller. Ricordo alcune emozioni, alcuni compagni di lavoro e un’epoca che non c’è più. Ricordo Vienna e Sitges, e l’atmosfera un po’ goliardica che serpeggiava nella troupe di cui io ero uno dei più giovani.

Dal suo primo film ad oggi non si è mai fermato, passando da film Thriller, Horror fino alla Commedia-Sexy. Che genere ama dirigire nel cinema?

Adesso lavoro molto di meno. Ho perso motivazioni. Comunque se farò un altro film lo farò senza compromessi, ma i tempi sono difficili…

Alcuni suoi film oggi sono dei cult. Cosa manca al cinema di oggi?

Manca il cinema di genere che costituiva il momento magico che attraversò il cinema italiano che era una vera e propria industria in cui si producevano 350 film all’anno.

154272_1633018038692_6527837_nChi sono per lei i Caratteristi del cinema?

Questi attori che danno il sapore ad un film, con le caratterizzazioni di personaggi che rendono più gradevole una storia. Oggi ce ne sono di meno in Italia, perche’ tutti vogliono fare i protagonisti.

E’ difficile oggi riproporre al pubblico del 2014 un film cult come “Zucchero, miele e peperoncino”?

Non mi sembra si fanno film ad episodi anche ora o film comici che attingono ispirazioni dai film commedia di quel tempo con attori in voga oggi, ma con storie molto simili.

Cosa apprezza del cinema di oggi?

Come sempre ogni anno si fanno film commedie e di autore, manca quel cinema che veniva esportato ovunque, ma alcuni film sono importanti: quest’anno mi è piaciuto il “Capitale Umano” per un verso e “Spaghetti Story” per la freschezza espressiva del regista esordiente.

La ringrazio per la sua disponibilità e gentilezza. Vuole mandare un saluto a tutti i suoi fan?

Andate al cinema e non guardate i film al computer: la sala è un’altra cosa!

Calogero Vignera

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Voglio Sapere intervista il caratterista Guerrino Crivello


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Voglio Sapere intervista oggi in esclusiva l’attore e caratterista del cinema italiano Guerrino Crivello.

Bravissimo attore che ha prestato la sua irresistibile simpatia a tantissimi film degli anni settanta e ottanta.

Film che oggi sono diventati dei cult come: “Il Mostro”, “Zucchero, miele e peperoncino”, “Le nuove comiche” e la serie di “Fantozzi” dove interpretava il Ragioniere Colsi.

Guerrino Crivello, simpatico attore e caratterista del cinema italiano. Dove e come inizia la tua carriera?

Ho iniziato  al Teatro Stabile di Torino, settembre 1966, con gli spettacoli teatrali “Se questo è un uomo” di Primo Levi e  “I dialoghi del Ruzante” di Ruzante, e poi ho proseguito  passando per il Piccolo Teatro di Milano e lo Stabile di Genova.

Alle tue spalle hai più di trenta film. A quale sei più legato?

Non ho particolari preferenze.. forse “La classe operaia va in Paradiso” che è stato il primo, e anche “Le cinque giornate di Milano”.

Che ricordi hai dei vari set cinematografici dei film di “Fantozzi”, dove interpretavi Guerrino_Crivello-2la parte del ragionier Colsi?
Sul set di “Fantozzi” c’era molta allegria.
Hai lavorato con grandi personaggi come: Giancarlo Giannini, Roberto Benigni, Paolo Villaggio, Renato Pozzetto. Con chi ti sei trovato bene e con chi meno?

Mi son trovato bene con tutti, perchè ho sempre lavorato con entusiasmo.

Il tuo ultimo film è stato “Fantozzi 2000-La clonazione”, nel 1999. Come mai da allora ti sei ritirato dalle scene?

Il mondo del cinema e della Tv è complicato, dipendi dagli agenti che ti propongono il lavoro, se viene a mancare questo elemento, diventa difficilissimo inserirsi in un cast e poi tieni presente che ho superato i 70 anni e non ho voglia di arrampicarmi sugli specchi per piccolissimi ruoli. Per fortuna non ne ho la necessità.

Vuoi mandare un saluto a tutti i tuoi fan che ti seguono da sempre?

Un ciao a tutti e grazie per la simpatia che mi dimostrate. Tanti auguri di buone feste e un felicissimo anno nuovo!!! Guerrino.

Calogero Vignera

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Voglio Sapere ricorda l’attore Franco Franchi

397384_345474682135472_885826748_nOggi Voglio Sapere vuole rendere omaggio ad un grandissimo attore del nostro cinema italiano, stiamo parlando di Franco Franchi a 21 anni dalla sua scomparsa.

Francesco Benenato, in arte Franco Franchi è stato un grande attore, comico e cantante del cinema italiano, ma anche nel panorama internazionale è molto amato e conosciuto per la sua comicità.

Con Ciccio Ingrassia ha formato una coppia di attori comici che è entrata nella storia del cinema, della Tv e del teatro italiano.

Franco Franchi è nato a Palermo nel 1928; prima di diventare attore fece molti lavori come l’artigiano, il pasticciere e il facchino alla stazione.

310352_10150386319888214_1977347388_nNegli anni ’50, Franco Franchi ha incontrato per caso un attore di nome Ciccio Ingrassia, già affermato in una compagnia teatrale; da lì a poco la coppia si unì in un sodalizio artistico che li portò a recitare in 132 film insieme, inserendo anche tanta Tv, teatro e canzoni.

Franco Franchi morì a Roma il 9 dicembre 1992 per una malattia al fegato. Al funerale, svoltosi a Palermo, vi parteciparono moltissime persone e personaggi dello spettacolo, tra cui l’amico di sempre Ciccio Ingrassia e l’attore pugliese Lino Banfi.

Abbiamo contattato il figlio di Franco Franchi, Massimo, che ci ha rilasciato una piccola intervista in ricordo del padre.

Ciao Massimo, grazie per la tua disponibilità. Che persona era tuo papà Franco?

Papà era una persona speciale, una di quelle che trasmettono gioia di vivere semplicemente con la loro presenza.

Quali erano le sue passioni fuori dai set cinematografici?

Amava dipingere, cantare, suonare ed era appassionato di astronomia.

45953_652179558150126_673602962_nCome era il rapporto con il compagno di sempre Ciccio Ingrassia?

Il rapporto con Ciccio era come quello di una coppia sposata da tanti anni: pieno di alti e bassi ma, di fondo, basato sull’affetto concreto.

Cosa amava fare nei giorni in cui stava a casa insieme a tua mamma e a voi figli?

Quando era a casa era uno spasso e amava portarci a fare delle gite in posti caratteristici dove c’era una buona cucina. Amava la buona compagnia e ogni giorno era una festa.

Cosa ti manca di più di tuo papà, e che insegnamenti ti ha lasciato?

Mi manca lui e la sua positività, le filosofiche chiacchierate notturne e le risate che ci facevamo insieme. Mi manca l’amico che era. Mi ha insegnato il rispetto verso chiunque e a prendere tutto con ironia.

Vuoi lanciare un saluto particolare a tutti i fan di tuo papà Franco Franchi?

Ai fan dico che mi dispiace che non lo abbiano conosciuto di persona perché oltre ad essere un grande artista era un grande uomo. Li abbraccio affettuosamente.

Grazie a Massimo Benenato per questo bellissimo ricordo del suo grande e indimenticabile papà Franco Franchi, che ci ha lasciato, insieme a Ciccio Ingrassia, un tesoro inestimabile.

Calogero Vignera

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Voglio Sapere intervista in esclusiva l’attore Gianni Ansaldi

un-ritratto-di-gianni-ansaldi-86039Voglio Sapere intervista oggi in esclusiva il simpatico attore e fotografo Gianni Ansaldi, conosciuto dal grande pubblico per il personaggio di Gianni nei due film di “Sapore di mare” e “Sapore di mare 2 – un anno dopo”.

Insieme a lui abbiamo percorso la sua carriera e il suo nuovo lavoro nel campo della fotografia.

Gianni Ansaldi, famoso per il personaggio di Gianni nei due film di successo “Sapore di mare 1 e 2“. Cosa ti hanno lasciato questi due film, oggi dei veri cult?

Una enorme (contestualizzata) popolarità, anche a distanza di tanti anni. Mi capita spesso che qualcuno mi fermi per strada e citi a memoria il monologo del mio personaggio sulla “sessualità negli anni sessanta“, quando avevo una pietra al collo e andavo a tentare di suicidarmi per amore…

 Quando e dove inizia la tua carriera di attore?

Inizia con il triennio di scuola presso il Teatro Stabile di Genova, dove tra gli insegnanti ho avuto anche Gian Maria Volonté. Poi tanto teatro, a Milano e Roma, Cabaret al Derby di Milano, poi televisione a Canale 5 (ai suoi albori). Ancora adesso mi capita di lavorare in sit-com o programmi promozionali (ricordo la promo-fiction durante i Cesaroni, con Gianna Coletti).

 Alle spalle hai tanto cinema, tv e teatro. Cosa ti gratifica di più?resizer

Assolutamente il cinema… Senza comparire come attore.

Se ti proponessero un Sapore di mare 3 insieme a tutti i tuoi vecchi colleghi accetteresti?

Per fare cosa? Beh, forse il narratore… non credo di avere più l’età per le schermaglie amorose adolescenziali. Comunque parliamone. Hai già scritto la sceneggiatura…?

Oggi ti occupi di fotografia. Come nasce questo tuo nuovo lavoro?

Il passaggio tra essere davanti e dietro l’obiettivo è stato quasi automatico. Fotografare i volti, la storia che c’è dietro,  è uno dei miei grandi piaceri della vita.

Cosa ami guardare nella Tv di oggi?

E chi ha il tempo di guardarla…? Comunque rivedo su youtube cose che possono essere interessanti, o dove c’è qualche amico che poi so mi chiederà un parere. Ma non mi faccio mai mancare, confesso, “Squadra antimafia“…

la-locandina-di-sapore-di-mare-10294Quali sono i tuoi progetti futuri?

Tanti. Un nuovo cortometraggio come regista, un altro con gli allievi della  scuola di recitazione dove insegno (“Il Palcoscenico“, Genova), una mostra che mi sento di dire molto bella del “Posativismo Dialettico” a Sessa Aurunca, dedicata a quel meraviglioso paese, e un libro fotografico, che uscirà nei prossimi mesi, che vede anche Massimo Ciavarro come coature dei testi: “Lampedusa, il momento del silenzio“. Massimo è lampedusano d’adozione, e io ho voluto far vedere quest’isola meravigliosa com’è in inverno, quando i turisti non ci sono e la popolazione convive con i problemi che vi lascio immaginare.

Vuoi mandare un saluto a tutti i tuoi fan che ti seguono da sempre?

Beh, se vi va di volermi seguire anche nelle mie altre attività, vedrete che in fondo sono diventato quello che effettivamente sarebbe potuto diventare il personaggio che interpretavo… il mio sito è www.ansaldi.it dove trovate anche l’accesso alla mia pagina Facebook.

Un grazie particolare a questo bravissimo artista del nostro panorama televisivo e cinematografico per la disponibilità e la simpatia.

Calogero Vignera

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Una vita bizzarra, il nuovo romanzo di Elisabetta Villaggio

UNA VITA BIZZARRA - VILLAGGIO cop di Città del soleE’ stato presentato pochi giorni fa il nuovo romanzo “Una vita Bizzarra“, scritto da Elisabetta Villaggio.

Il romanzo “Una vita bizzarra” narra la storia di due ragazze di nome Rosa e Benedetta, che scoprono a poco a poco la vita e la voglia di cambiare il mondo.

Il romanzo è ambientato nel pieno degli anni settanta, quando i giovani avevano voglia di cambiamento ed erano pieni di energie da potervi riuscire.

Le due ragazze percorreranno la loro adolescenza, i loro primi amori, le loro prime liti, confrontandosi  con i loro stessi caratteri. Ad un certo punto si perderanno di vista, ognuna seguirà la propria strada per ritrovarsi solo vent’anni dopo sul social network Facebook, decidendo così di rincontrarsi. Si ritrovano in un parco sotto la vecchia casa. Questa volta i ruoli delle due donne sono ribaltati. Dopo un attimo l’imbarazzo reciproco svanisce e si ritrovano a parlare con quell’intimità, tipica dell’amicizia profonda, come se non si fossero mai separate. Ambedue hanno una sorpresa per l’altra e devono decidere se la loro profonda amicizia di allora è ancora così importante.

Di seguito una piccola intervista con l’autrice Elisabetta Villaggio.

Come è nata la storia di questo suo romanzo “Una vita Bizzarra”?

La storia ha bussato nella mia testa. Ho iniziato a immaginarmi queste due ragazze completamente diverse per famiglia, condizioni sociali ed economiche, che però instaurano un sentimento d’amicizia fortissimo.

Le due ragazze principali del romanzo sono Rosa e Benedetta. Sono personaggi realmente esistiti?

No, è un romanzo di finzione. Rosa e Benedetta non esistono ma in ognuna di loro ci sono, qua e là, dei pezzettini delle mie amiche, dei miei amici. Alcune cose che succedono sono veramente accadute ma magari solo in una piccola parte. Fondamentalmente è frutto della mia fantasia.

Il romanzo parla sopratutto di amicizia. Ad oggi la parola Amicizia secondo lei che posto prende nelle nostre vite?

Dipende, per me l’amicizia ha un posto molto importante, sono sempre in contatto con i miei amici, e la maggior parte di loro sono quelli storici, quelli della scuola o che comunque conosco da tanto tempo.

A chi è diretto il romanzo?

A chiunque abbia voglia di leggere una storia d’amicizia di due bambine che scoprono la vita e diventano grandi. Sullo sfondo la Roma degli anni ’70 e ’80.  Inizialmente ero curiosa di vedere come reagisse una trentenne rispetto alla storia e ho avuto ottime sorprese.

Suo papà, l’attore Paolo Villaggio, cosa pensa del suo nuovo romanzo?

Ha scritto la prefazione, è molto carina. Credo che ne sia rimasto stupito.

Quali sono i suoi scrittori preferiti?

Dostoevskij tra i classici. Ultimamente mi piacciono molto gli americani contemporanei, Elizabeth Strout, Jennifer Egan, Peter Cameron ma anche la Allende e la Serrano, due donne sudamericane.

Il libro edito da Città del sole Edizioni costa 12€ e lo si può trovare in tutte le librerie.

Calogero Vignera

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Voglio Sapere intervista in esclusiva l’attore Pietro De Silva

206563_1035747821817_4817_nVoglio Sapere intervista in esclusiva l’attore Pietro De Silva, simpaticissimo e bravissimo attore del nostro cinema italiano.

Insieme a lui abbiamo percorso i suoi primi passi nel cinema, fino ad arrivare al grande successo ottenuto accanto a Roberto Benigni nel film “La vita è bella“.

Pietro De Silva, bravissimo attore del nostro cinema italiano. Quando e dove inizia la tua carriera?

1974 apro il giornale PAESE SERA nel giardino della casa dei miei a Roma e leggo: “Cercasi attori per dramma “Marat Sade” al teatro tordinona. Faccio il provino e vengo preso per il ruolo di un matto in un manicomio. Tremila lire a replica.

Alle spalle hai più di 50 film. A quale sei più legato?

Accidenti…ne ho fatti così tanti? Neanche me lo ricordavo…che vecchione! Ovviamente quello che è al primo posto nel mio cuore è “La vita è bella ” con Benigni…esperienza toccante e indimenticabile. Quando mi diedero il copione, rimasi sbalordito per l’intuizione geniale su cui si sorregge il film, far credere che il lager sia tutto un gioco per non far soffrire il piccolo Giosuè.

1131909869Cosa ti ha lasciato il film di Roberto Benigni “La vita è bella“?

Una soddisfazione e soprattutto un emozione incomparabili. Una magia ad occhi aperti. Averne fatto parte è stato un privilegio raro.

Nel cinema di oggi è più facile far ridere o far piangere?

Sono entrambe due arti incommensurabili e difficilissime…ma far ridere è un impresa rara perchè il pubblico è anestetizzato e abbruttito da troppe sollecitazioni negative.

Tu che fai molto cinema, si sente la crisi anche lì?

Il cinema è avviluppato dalla crisi, oggi è difficilissimo farsi produrre una sceneggiatura, un’impresa quasi titanica.

604056_10200564834231199_1968895611_nOltre al cinema e alla tv tu fai molto teatro. Cosa ti gratifica di più tra questi?

Oggi come oggi direi di più il cinema, perchè della tua opera ne resta una traccia visiva incancellabile. Il teatro è meraviglioso per il riscontro immediato col pubblico ma è anche fonte di tante amarezze, perchè anche se metti in scena un progetto entusiasmante, spesso nasce e muore nell’arco delle repliche di una stagione, difficilmente viene replicato nelle stagioni successive.

In cosa sei impegnato per ora?

In un film di Tavarelli girato in Tunisia che narra la missione umanitaria di un gruppo di volontari durante la guerra in Irak, il titolo “Una storia sbagliata“.

Se ti proponessero un reality come l’Isola dei famosi accetteresti? E cosa porteresti con te?

Se mi dessero 4 milioni di euro farei anche la velina a Striscia la notizia…a parte gli scherzi, detesto con tutte le mie forze la tv trash, la trovo repellente e se proprio dovessi farlo, sotto tortura, porterei con me un lanciafiamme per incenerire tutti gli altri concorrenti del reality.

Vuoi mandare un saluto particolare a tutti i tuoi fan che ti seguono?

Grazie del vostro affetto, è l’unica cosa che rende un attore felice di esistere….

Grazie all’attore Pietro De Silva per questa bellissima intervista, un attore che tutto il mondo ci può invidiare.

Calogero Vignera

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Voglio Sapere intervista in esclusiva l’attore Roberto Della Casa

image_galleryVoglio Sapere intervista in esclusiva l’attore comico Roberto Della Casa. Simpaticissimo attore del nostro cinema italiano, che è riuscito a portare un sorriso in tutte le nostre case con le sue partecipazioni a film comici dal ’76 ad oggi.

Grazie Roberto per aver accettato la nostra intervista. Quando e dove inizia la tua carriera da attore?

E’ una banalità dire che sono sempre stato un attore tra i miei compagni di scuola e tra gli amici di bisboccia, sempre al centro d’attenzione (per forza ero il più piccolo e dovevo fare più casino, no?). Ho fatto il militare a Sabaudia dove ho allestito una compagnia di teatro tra i militari con l’OK del comandante.(è stato un modo per essere esonerato da certe fatiche…) alla fine non sono più tornato a casa (vengo da Reggio Emilia), ho frequentato una scuola di teatro a Roma facendo tutti i lavori possibili, poi Camilleri, che era un mio insegnante, mi ha scritturato per la Tv e da allora via …

Dove sei nato e come hai vissuto la tua adolescenza?

Per quanto riguarda la mia adolescenza mi viene da ridere leggendo ciò che scrive di me Wikipedia “… adolescenza burrascosa culminata con l’arresto per spaccio…” ah!ah! L’unica cosa che ho spacciato sono le figurine Panini dei calciatori… comunque mi piace passare per L’attore dal passato burrascoso redento dal teatro (se lo sapevano i fratelli Taviani,… chissà).

Dal 1976 ad oggi il tuo curriculum vanta moltissimi film di successo come: Aragosta a colazione, La Locandiera, Fracchia la belva umana, Il Tassinaro e tantissimi altri. A quale sei più legato?

Sono molto legato a Giorgio Capitani con cui ho fatto diversi film e TV, una persona straordinaria. Ma posso dire la stessa cosa dei Fratelli Vanzina e Neri Parenti,  grandi professionisti perchè è grazie a loro che ancora oggi i fans mi ricordano.Con Sordi ho un ricordo piacevole nel “Tassinaro“. Sono uno dei pochi che ha dato uno schiaffo a Sordi … ma anche uno dei pochi che s’è beccato na’ pizza stratosferica in risposta, da restare SORDI.

Nel 1989 arriva il successo della serie Tv “College”, dove interpretavi il capitano Salice. Che ricordi hai di quella serie?

Una serie riuscitissima… peccato che si sia fermata … è tutto quello che si può dire.

alessandro_tiberi,_roberto_della_casa_and_penelope_cruzNel 2012 partecipi al film “To Rome with love” del regista Woody Allen. Che ruolo avevi in quel film? E come è stato lavorare per un regista come Allen?

Con Woody (il ruolo era lo zio Paolo) la considero come la ciliegina sulla torta della mia carriera. Non parlo del film bello o brutto che sia, ma dei giorni sul set dove si respirava una certa emozione, dove c’era tutta la città intorno al set che guardava e tu eri lì orgoglioso perche’ stavi lavorando con Woody Allen.

So che ami molto il teatro, e che in questi giorni ti troviamo in giro per i teatri italiani, giusto?

Si amo molto il teatro, ora sono al Globe Theatre a Villa Borghese con lo spettacolo “Sogno di una notte di mezza estate” è uno spettacolo bellissimo 7mo anno di repliche.

Se ti proponessero un Reality Show come l’Isola dei famosi accetteresti?

No ragazzi ho una certa età, o meglio un’età CERTA!!!

Quali sono i tuoi progetti futuri in ambito di Cinema/Tv/Teatro?

Faccio parte della compagnia “Attori e Tecnici” che lavora al teatro Vittoria di Roma, penso di continuare a lavorare con loro. Con il cinema… sempre pronto.

Grazie Roberto per la tua gentilezza e simpatia. Vuoi mandare un saluto particolare a tutti i tuoi fan che ti seguono da sempre?

GRAZIE FANS è bello sapere che ci sono persone che ti ammirano e che si sono divertite con il mio lavoro. Ciao allargo le braccia e vi voglio bene… tanto così!!!

Uno dei pochi attori del nostro cinema che meriterebbe davvero un Oscar alla simpatia.

Calogero Vignera